Irlanda-Svezia nel segno di Ibra

«Sono più di una leggenda, ma questa è una partita difficile»
PARIGI. «Sono più di una leggenda e questa leggenda può ancora dare tanto. Sono stato dominante dovunque sono andato, ho grande fiducia. Ho vissuto qui in Francia negli ultimi quattro anni e sono sicuro al 100 per cento che qui conoscono meglio me di quanto io non conosca loro». Zlatan Ibrahimovic è pronto a trascinare la Svezia già dalla prima uscita contro l’Irlanda stasera alle 18 a Parigi, a Saint Denis, quello che è stato il suo stadio per quattro stagioni con il Psg.
«Mi sento sempre meglio col passare degli anni, è tutta una questione di crescere, imparare e non essere mai soddisfatti, bisogna essere affamati per diventare dei giocatori migliori». Ed è anche per questo che non teme le pressioni. «La pressione me la metto da solo e i miei compagni possono andare in campo a fare del loro meglio, mi prenderò anche le pressioni che sono su di loro. Non siamo qui per vedere gli altri giocare, faremo tutto il possibile per passare il turno. Vogliamo partire bene e fare un buon risultato, il mio obiettivo è divertirmi e fare del mio meglio. Mi sento forte, arrivo da una buona stagione e spero di continuare anche agli Europei. La difesa irlandese lenta? Lo sono anch’io ma non conta, possono fare bene anche se lenti. Sarà una partita difficile, da 50 e 50, loro lottano duro per cui vediamo cosa succede».
Inevitabile che si parli anche qui del suo futuro con Roy Keane, ex United e oggi vice ct dell’Irlanda, che ha paragonato il suo imminente sbarco all’Old Trafford a quello di Cantona nel ’92. «Lo prenderei come un complimento perchè se parla uno come Keane, sa quello che dice. Ma non c’è niente da dire su Manchester, sono felice per il momento e conoscerete presto il mio futuro, vedremo cosa accadrà».

