Ironman, che festa Viennot trionfa tra gli applausi

19 Giugno 2017

Un’ovazione per Zanardi: «Ho sfidato il mare mosso» L’olimpionico Fabian manca il podio per un soffio

PESCARA. Sul tappeto nero con il logo dell’Ironman ha smesso di correre: Cyril Viennot, francese di 35 anni, è arrivato al traguardo camminando e stringendo le mani dei pescaresi. Cento metri di gioia dopo una sequenza micidiale: un chilometro di nuoto nel mare mosso, 90 in bicicletta sulle colline del Pescarese e altri 21 correndo quasi in solitaria sotto il sole di mezzogiorno. È lui l’Ironman di Pescara: ha vinto la gara internazionale di triathlon in 3h50’52’’. Il secondo, lo svizzero Manuel Kung, è arrivato più di due minuti dopo (3h53’08’’). Podio sfumato di un soffio per Alessandro Fabian, l’olimpionico di Londra 2012 e Rio 2016, che a Pescara ha debuttato sulla distanza più lunga: dopo un testa a testa e una serie di sorpassi, a circa due chilometri dall’arrivo, Fabian non è riuscito più a tenere il ritmo dello spagnolo Albert Moreno Molins che lo ha preceduto di un minuto.
Arrivo in volata tra le donne: l’austriaca Lisa Huetthaler ha vinto per appena 3’’ sulla svedese Camilla Lindholm Borg, neo mamma dalla tempra eccezionale che ha creduto nella rimonta fino all’ultimo metro. Terza, a circa 2’, la favorita della gara: la belga Tine Deckers.
La 7ª edizione dell’Ironman Italy è stata una festa con migliaia di pescaresi in strada a incitare i professionisti e gli altri 1.400 partecipanti, gli amatori, i veri eroi della giornata che hanno dato tutto per conquistare il titolo di “finisher”, così si definiscono quelli che completano la gara. Una bella giornata di sport per dare l’appuntamento al 2018.
Il più applaudito di tutti è stato Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula Uno, che con la sua prova ha dato una lezione di vita: mai mollare, anche se non hai le gambe per camminare. «Ho sfidato le forze avverse del dio Nettuno ed è stato difficile perché non ho il timone ma ce l’ho fatta», ha detto l’atleta che, nell’ultima frazione con l’handbike, è anche caduto ma senza conseguenze. All’arrivo c’è stata un’ovazione per Zanardi: un tributo all’uomo, oltre che allo sportivo, che è sempre pronto a meravigliarsi davanti alle nuove sfide. Come i prossimi obiettivi: il 2 luglio l’Ironman full distance di Klagenfurt (3,8 km di nuoto, 180 di ciclismo e 42 di corsa) e il 14 ottobre il campionato mondiale a Kona nelle Hawaii.
Peccato per l’atleta di casa Jonathan Ciavattella che, dopo aver chiuso la frazione di nuoto al 4° posto, è stato squalificato: dopo una penalità di un minuto, Ciavattella ha protestato gettando la confezione di un integratore a terra e la direzione della gara non gliel’ha fatta passare liscia.
La parte del nuoto è stata accorciata a causa del mare mosso: dai classici 1,9 chilometri a uno. «Le condizioni del mare erano dure ma io ero molto motivato e, alla fine della frazione del nuoto, mi sentivo davvero bene: ho visto che ero tra i primi e mi sono detto che dovevo spingere e dare tutto», ha raccontato il vincitore. Nel primo dei due giri del circuito di ciclismo tra Pescara, Cepagatti, Pianella, Santa Teresa di Spoltore e rientro a Pescara sull’Asse attrezzato, è andato in scena un testa a testa tra Viennot e Kung: «In bici, all’inizio, ero appena dietro Kung. Nel primo giro, lui è andato fortissimo e io ho cercato di seguirlo. Poi, nel secondo giro, sono andato più forte e per lui è stato duro starmi dietro». In zona cambio i due sono arrivati divisi di pochissimo: la gara si è decisa nella mezza maratona finale tra il centro cittadino, la pineta Dannunziana e passaggi sul ponte del Mare: «Nella corsa, dopo il primo giro avevo circa un paio di minuti di vantaggio e ho pensato che avrei potuto vincere la gara ma è stata dura», ha raccontato Viennot, «perché il caldo si sentiva, eccome: la corsa è stata la parte più dura della gara». Ma gli oltre due minuti di vantaggio parlano di una corsa quasi in solitaria: «È stata una gara perfetta e la frazione di ciclismo era particolarmente adatta a me: un tracciato veloce, non troppo in salita e ventilato. Sono andato forte e, a dire la verità, non sono riuscito a guardare il paesaggio delle colline ma, probabilmente, era molto bello. Prima di questo Ironman, nel 2017, non ero riuscito a fare una buona gara: sono felice per questo grande risultato».
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