Italia, due volti Grande inizio Pessimo finale

14 Novembre 2015

Vantaggio di Candreva e tante occasioni, poi il buio Commozione per il ricordo delle vittime dell’Heysel

Che sarebbe stata un’amichevole solo perché non ci sono i tre punti in palio, era facile prevederlo conoscendo la carica agonistica che sanno trasmettere i due ct Wilmots e Conte. Una partita “vera”, un esame tosto, di quelli che ti fanno crescere e ti danno indicazioni concrete in proiezione Francia 2016. L’Italia ha giocato alla pari del Belgio (orfano di alcune stelle) per un tempo. Un quarto d’ora di gran calcio, è andata in vantaggio con Candreva, poi ha subito la rimonta di una squadra che non a caso è al primo posto nel ranking Fifa e che nella ripresa ha ingranato la sesta marcia facendo venire il mal di testa agli azzurri, costretti a difendersi quasi a oltranza. Sono emersi limiti di personalità, di concentrazione, di tenuta fisica. La strada è lunga ma il lavoro da fare è tantissimo.

IL ricordo. Il pensiero va a trent’anni fa. Quando scorrono sul maxischermo i nomi delle vittime della tragedia dell’Haysel, l’evento sportivo passa in secondo piano. È il 39’ del primo tempo, la partita si ferma per ricordare una delle pagine più nere del calcio mondiale. Momenti di commozione tra i protagonisti e sulle tribune. L’applauso dello stadio “Re Baldovino” comincia un minuto prima, i giocatori restano immobili per qualche secondo, poi si riparte.

Partenza sprint. L’Italia, che si schiera col 4-4-2 e con la formazione annunciata, comincia a mille all’ora. Il Belgio non si aspettava una squadra così aggressiva ed è costretto a subire. Una manciata di minuti e gli azzurri sfondano. Florenzi mette il turbo, serve un gran palla a Pellè che gira di prima intenzione, sulla respinta di Mignolet arriva Candreva che deposita in rete. Conte esulta con moderazione: è soddisfatto. La squadra pressa altissimo, conquista palla, riparte, gioca in velocità: un quarto d’ora di gran calcio. Poi l’ardore si placa. i Diavoli Rossi guadagnano campo e trovano il pareggio con Verthongen, colpevolmente lasciato libero da Parolo che perde la marcatura. Conte si agita, Marchisio non ha la velocità di pensiero di Pirlo, tocca due-tre volte il pallone e la stessa cosa fa Parolo. L’italia è pericolosa quando gioca di prima intenzione e sfrutta gli inserimenti sugli esterni.

Ripresa sofferta. Il Belgio rientra in campo con grande determinazione. La squadra di Wilmots diventa padrona del gioco. Gli azzurri sono meno reattivi e meno aggressivi, soffrono soprattutto sugli esterni perché la squadra si allunga e paga qualche leziosità di troppo che regala spazi insperati alla formazione di casa. Parolo è sempre fuori posizione, fa una gran fatica contro la vivacità di Nainggolan. Dopo un quarto d’ora Conte lo toglie e mette dentro Soriano che dà più sostanza e più qualità a un centrocampo in sofferenza. Neanche il tempo di scaldare i muscoli che il sampdoriano regala una palla gol al compagno di club Eder: la traversa gli nega la gioia del gol.

Frittata. La “cucina” Bonucci quando commette un erroraccio in fase di impostazione, regalando la palla al Belgio che colpisce con De Bruyne. Gli azzurri reagiscono subito e vanni vicinissimi al pareggio con Pellè di testa. Nell’occasione Mignolet si supera. Conte cambia l’attacco: dentro Okaka e Zaza, fuori Pellè ed Eder. In campo anche El Shaarawi per un ottimo Florenzi. Il belgio non si ferma e segna ancora con Batshuai. L’Italia torna a casa con poche certezze e molti dubbi. Soprattutto sulla tenuta fisica e mentale. Per fare strada all’Europeo ci vorrà ben altro.

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