Italia-Malta, Conte fa finta di aver paura
Il ct teme i cali di tensione contro la squadra di Ghedin: Pirlo ritrova gli ex compagni della Juve, Eder e Pellè in attacco
INVIATO A FIRENZE. Premete rewind. E non togliete il dito per un po’. Se cercate l’ultima vittoria dell’Italia dovete tornare al 18 novembre del 2014, in un’amichevole a Genova contro l’Albania. Segnò Okaka, a una manciata di minuti dalla fine. Da allora tre pari e un ko che hanno macchiato il ruolino di marcia di Conte e rovinato il ranking. Adesso è il momento di voltare pagina e tornare a essere l’Italia. Perché l’avversario si chiama Malta, perché i tre punti sono vitali, perché non si può fallire.
Carica Conte. «Poche chiacchiere: sappiamo benissimo che dalla Nazionale ci si aspetta sempre la vittoria. Si fanno tanti discorsi, sulla situazione del calcio italiano, poi ogni mancata vittoria è un fallimento. E quei discorsi si dimenticano». Ci mette subito un po’ di pepe Antonio Conte, uno che non ama i percorsi lisci. «Dobbiamo vincere, è chiaro, i tre punti sono preziosissimi per una qualificazione a Euro 2016 che nessuno ha ancora raggiunto. Il tutto cercando di giocare bene, anche se per fare quest’ultima cosa serve l’atteggiamento di entrambe le formazioni – continua – Non ci sarà goleada perché Malta è cresciuta tanto negli ultimi anni. Massimo rispetto nei confronti di Ghedin e di Malta».
Avanti col 4-3-3. Il ct ha le idee chiare, si va avanti col 4-3-3, che al momento dà più garanzie. Il blocco Juve non c’è più, l’unico asse che resiste è quello dei due centrali Bonucci-Chiellini, che per l’occasione ritroveranno il loro faro perduto, Andrea Pirlo. Riusciranno stavolta Pirlo e Verratti a convivere? «E chi lo ha detto che giocheranno insieme? Vediamo... Pirlo se giocherà con Verratti, si avvantaggerà della qualità da quest’ultimo, perché Verratti non ha paura di farsi dare la palla. Mi auguro che ci siano maggiori verticalizzazioni per gli attaccanti». Un tridente che sarà composto da Candreva (leggermente favorito su Vazquez), Pellè ed Eder.
Al ct non è mancata naturalmente una domanda su Balotelli. Risposta secca ma di quelle che dicono tutto e aprono più di uno spiraglio. «Non lo so, dipende tutto da lui».
Più Italy che Italia. Seguiamo con curiosità questa Italia sempre più “straniera”, imbottita di giocatori provenienti da ogni parte del mondo. Considerate che nei convocati erano rappresentati 19 club di cui otto stranieri, col solo Psg che ne vanta due (Verratti e Thiago Motta). Una scelta per certi versi forzata, visto che Conte deve pescare da un lago sempre più essiccato.
Malta e Ghedin. Facile immaginare l’emozione che accompagna per mano la vigilia di Pietro Ghedin, difensore-roccia con diversi anni di serie A nella Lazio, ora ct di Malta dopo qualche parentesi nelle under azzurre e come vice di Trapattoni: «Sono italiano, amo Malta, mi hanno adottato, i sacrifici sono tanti ma sono felice lì. Giochiamo una gara fra la seconda in classifica contro l’ultima e l’ultima siamo noi. Può bastare, no? Sappiamo le loro ambizioni ma comunque noi abbiamo le nostre e cercheremo di fare bene».
Spettatori e Renzi. Prevendita molto fiacca ma era immaginabile, un po’ per l’avversario di non grosso richiamo e un po’ perché a Firenze la Nazionale desta sempre (a essere buoni) un pizzico di diffidenza. E poi ricordate l’ultima accoglienza a Conte quando era il tecnico della Juve?
Il ct e Buffon hanno fatto un appello ai tifosi viola, chiedendo di sostenere la Nazionale «perché non rappresentiamo più un singolo club, ma il nostro Paese». E in queste ore uno dei campioni viola più amati, Giancarlo Antognoni, attuale dirigente dell’Under 21 e da tempo all’interno della Federazione, sta cercando di compattare la città attorno alla Nazionale. Sono attesi circa 15-18mila spettatori. In tribuna autorità sono annunciati anche i premier di Italia e Malta, Matteo Renzi e Joseph Muscat.
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