Italia-Svizzera per sognare la semifinale

4 Marzo 2016

Da oggi a Pesaro primo turno del World Group Apre Lorenzi preferito a Bolelli. Azzurri favoriti

ROMA. L'obiettivo Italia è ripetere la semifinale del 2014. Nessuno lo dice, e mai lo farà Corrado Barazzutti, capitano degli azzurri e scaramantico che più non si può. «Semifinale? Le cose si fanno un passo alla volta...». In fondo, ha ragione: gli azzurri di Coppa Davis devono prima sbarazzarsi della Svizzera, nel match “degli assenti”.

La sfida comincia alle 14 (dirette Supertennis e Raisport), all’Adriatic Arena di Pesaro. L’impegno è di quelli agevoli, considerando l’assenza di Federer e Wawrinka, «ma la Davis da sempre ci ha insegnato che è un mondo a parte, nel tennis, e che nessuna partita, e nessun giocatore, va sottovalutato» ha risposto a bruciapelo il capitano, ricordando anche che «noi non possiamo disporre di Fabio Fognini, purtroppo infortunato. E per noi Fognini è una presenza importante, non solo sul campo».

E, avendone viste di tutti i colori, nella sua vita, Barazzutti tiene sempre una condotta di basso profilo. Certo, Chiudinelli e Laaksonen (i due singolaristi svizzeri) non hanno nomi e prestazioni altisonanti, ma il ct azzurro ha preferito non rischiare. E ha deciso di schierare Paolo Lorenzi piuttosto che Simone Bolelli. Il secondo vanta una maggiore esperienza in Davis, ma sul rosso è più affidabile il primo.

«Per fortuna ho già esordito in Davis, a Torino nel 2013, e me lo ricordo il primo set perso 6-1 per la tensione» ha ricordato Lorenzi. «Comunque in ogni match si parte da zero, e qui si gioca 3 set su 5, dunque credo che l’aspetto fondamentale sia pensare alla cosa giusta da fare, non tanto al ranking mio o dell’avversario». Parole sagge, quelle di Lorenzi, ragazzo di 34 anni esploso più tardi degli altri. Ragazzo dalla grande umiltà e solidità mentale, perché restare al top (è numero 54 del mondo) non è facile. Tocca a lui dare il via alle danze, con l’italosvizzero Marco Chiudinelli, che proverà a dare un dispiacere ai suoi genitori, nonostante la sua classifica (n. 146) non gli regali il ruolo di favorito.

A seguire Andreas Seppi scoprirà Henri Laaksonen, il finlo-svizzero in questo caso. Addirittura numero 174 della classifica. «Ma per questo non avrà nulla da perdere, e dunque questo lo rende pericoloso» ha detto il nostro altoatesino. «Questa Coppa ha un fascino unico, soprattutto quando giochiamo in casa: due anni fa abbiamo raggiunto la semifinale, per cui vogliamo fare bene anche quest’anno e andare il più avanti possibile».

Per Seppi quest’appuntamento può essere l’occasione per una iniezione di fiducia: «I miei risultati in singolare non siano ancora stati pari alle attese quest’anno, per cui cercherò di portare gli aspetti positivi emersi in doppio a Dubai anche in questo confronto». A Dubai, la scorsa settimana, Seppi ha vinto il suo primo trofeo di doppio, insieme a Bolelli: una ulteriore buona notizia per Barazzutti che, in cuor suo, spera di chiudere già domani il match e attendere il risultato di Polonia-Argentina, da cui uscirà la nazione ammessa ai quarti di finale. «Prima di pensare al doppio abbiamo due singolari da giocare al meglio, in un confronto che presenta come sempre delle insidie e nel quale bisogna portare massimo rispetto agli avversari. Poi, una volta conclusa la prima giornata, vedremo che cosa fare...».

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