Juric contro Oddo, è una sfida tra amici con vista sulla serie A

20 Marzo 2016

Insieme nelle giovanili del Genoa e ora stanno facendo bene in B: i liguri e la Lazio li seguono con interesse

PESCARA. Giovani, preparati, ambiziosi e amanti del bel calcio. In poche parole, pronti per il grande salto. Crotone-Pescara è anche la sfida tra Ivan Juric e Massimo Oddo, gli allenatori che più di tutti si stanno mettendo in luce in serie B. Con alcune (sostanziali) differenze, le loro squadre esibiscono un calcio organizzato che diverte il pubblico. Ed era ovvio che i nomi Juric e Oddo finissero sui taccuini di presidenti e dirigenti di vari club di A. Nelle ultime settimane due società hanno mostrato interesse per il 41enne Juric e il 40enne Oddo: Genoa e Lazio. Claudio Lotito pensa al dopo-Pioli, mentre il club ligure conosce bene entrambi. Nel 2013 il pescarese ha cominciato la carriera alla guida degli Allievi rossoblù, mentre Juric ha iniziato tre anni prima da vice allenatore della Primavera genoana, poi da "secondo" di Gasperini all'Inter e al Palermo, infine, di nuovo al Genoa Primavera. L'anno scorso ha guidato il Mantova in Lega Pro e in questa stagione ha esordito in B a Crotone dove aveva giocato per cinque anni. Ex centrocampista tutto grinta e muscoli cresciuto nell'Hajduk Spalato, prima di militare con Crotone e Genoa aveva avuto esperienze in Spagna (4 anni nel Siviglia, uno con l'Albacete). «Ivan era uno dei pochi giocatori mancini scarsi tecnicamente», ha detto di lui Gasperini, «ma aveva cuore, mentalità e intelligenza fuori dal comune. Sono contento che da allenatore mi consideri un punto di riferimento».

Da Gasperini, infatti, ha preso l'idea di gioco, l'aggressività, la voglia di essere propositivi e il modulo (3-4-3). «Ma non sono integralista», ha spiegato Juric tempo fa, «ho anche fatto 4-4-2 e 4-2-3-1, sfrutto le caratteristiche dei giocatori».

Il suo Crotone ha segnato le stesse reti del Pescara (48) mandando ben 15 calciatori in gol. La differenza sostanziale è che i pitagorici in 31 gare ne hanno incassati 26 (15 in meno dei biancazzurri). Ovviamente, va ribadito che l'assenza di Campagnaro ha falsato il dato. Con l'argentino il Delfino ha ottenuto 10 vittorie su altrettante partite subendo solo 3 gol, mentre quando non c'era ne ha presi 38 in 21 gare. Comunque sia, l'atteggiamento dell'undici di Oddo appare più sfrontato e votato all'attacco. Spesso i calabresi hanno atteso sornioni il momento propizio per colpire vincendo partite tutt'altro che dominate. Ma l'ottima vena di Budimir e l'imprevedibilità di Ricci e Stoian (27 reti in tre) hanno reso esplosiva la prima linea che può contare anche sulle qualità di Palladino, De Giorgio, Di Roberto (oggi assente per squalifica) e sui guizzi di Torromino. Un portiere forte (Cordaz), una buona difesa diretta dall'esperto Claiton e un centrocampo affidabile completano un'intelaiatura di buon livello che sta facendo grandi cose grazie al lavoro di Juric. «Quando eravamo al Genoa», racconta Oddo, «condividevamo il lavoro. Io andavo a vedere le partite della Primavera di Juric, lui veniva a vedere le squadre inferiori. Ivan è un innovatore, mi è sempre piaciuto il suo calcio».

Il Crotone mostra ordine, compattezza e agonismo, ma anche capacità tecniche. Come Juric, anche Oddo non è schiavo dei moduli, ma predilige una gioco più avvolgente. «Non siamo inferiori», ha affermato ieri il pescarese. La speranza è che, almeno stavolta, la gara non venga condizionata dai soliti errori della retroguardia. Altrimenti ci sarà ben poco da sperare.

Giovanni Tontodonati

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