Juve-Atalanta, finale con i tifosi

19 Maggio 2021

La prima gara col pubblico dopo il lockdown. Pirlo punta al trofeo come regalo di compleanno

REGGIO EMILIA. Una finale stasera a Reggio Emilia, un'altra in pratica è in programma domenica a Bologna: il futuro della Juventus e di Andrea Pirlo si gioca nel giro di appena 70 chilometri, tra il Mapei Stadium e il Renato Dall'Ara. «Pensiamo soltanto alla finale di coppa Italia, abbiamo un trofeo da alzare, poi al resto dedicheremo attenzioni ed energie a partire da giovedì» la promessa dell'allenatore, che oggi vorrebbe festeggiare nel migliore dei modi il suo 42°compleanno, chiamato agli ultimi due esami stagionali. In bacheca ha messo già la Supercoppa Italiana, vinta proprio a Reggio Emilia. Poi però ha vissuto enormi delusioni sia in Champions che in campionato, pur essendo ancora in corsa per il 4° posto e quindi per un posto nella competizione europea più prestigiosa: «Ho sempre risposto così e lo faccio anche adesso: penso soltanto a vincere le ultime due e a fare bene il mio lavoro, poi ci sarà tempo per parlare del mio futuro» la risposta chiara e già sentita del Maestro, il cui destino sembra sempre appeso ad un filo e con l’ombra di Zidane che potrebbe prendere il suo posto. La Juventus, a sentire l'allenatore bianconero, è in un ottimo momento sotto tutti i punti di vista. E l'attacco è al completo: «Stanno tutti bene, abbiamo diverse soluzioni: decideremo domani (oggi, ndcr)». Il dubbio che resta: davanti Dybala, Morata o Kulusevski? «Dybala sta bene, si è allenato bene. Contro l’Inter non è andato in campo ma è pronto per giocare». La sensazione: favorito Paulo per giocare assieme a Ronaldo.Nel pacchetto arretrato, invece, c'è una defezione: «Bonucci non sarà a disposizione, ha avuto un problema al ginocchio». Così, strada spianata per Giorgio Chiellini insieme a Matthijs De Ligt.
Gasp ci crede. L'Atalanta vuole «la ciliegina» della coppa Italia. L'ha definita così, un'eventuale vittoria, il tecnico Gian Piero Gasperini. Il club orobico ha vinto un solo trofeo della competizione nazionale nel lontano '62-'63 (i bianconeri inseguono la 14esima coccarda tricolore). Ma per la Dea sarebbe il primo dell'era Gasperini e della famiglia Percassi. «La torta è quello che abbiamo fatto in questi 5 anni», ha continuato nella sua metafora il tecnico.«Due finali di Coppa e tre qualificazioni in Champions League». Ma se non dovesse vincere, Gasp non farebbe drammi: «Tra vincere la coppa Italia e andare in Europa, preferisco quest'ultima. Noi favoriti vista la posizione in classifica rispetto alla Juve? Dicevano così anche prima del Real Madrid. Noi siamo cresciuti in questi anni, ma l'esperienza e il blasone contano. Chiaro è che domani crediamo di vincere nonostante ci troviamo davanti una squadra forte e un club prestigioso». E poi dribbla - anche se non dice di no - la domanda sul prossimo allenatore dei bianconeri: «Io alla Juve? Se li battiamo domani faremo una grande festa...». .Sulla formazione, Gasperini è indeciso sul modulo: 3-4-2-1 con Pessina e Malinovsky alle spalle di Zapata davanti, oppure 3-4-1-2 giocandosi dal primo minuto la carta Muriel di fianco al connazionale colombiano.
Torna il pubblico. Stasera ci sarà il grande ritorno del pubblico. Saranno 4.300 gli spettatori (pari al 20% della capienza) che potranno assistere alla finale. Sarà la prima partita di calcio in Italia durante la pandemia post lockdown che prevede la presenza dei tifosi. L’accesso, però, sarà consentito solo ai soggetti che presenteranno la certificazione relativa all’avvenuta vaccinazione (doppia dose completa), o di guarigione dal virus, o di un tampone effettuato nelle ultime 48 (con esito negativo, ovviamente) presso una delle farmacie indicate sull’app Mitiga.
Angelo Caradonna