Juve, basta un tempo per incornare il Toro

24 Settembre 2017

Subito Dybala, granata in dieci dal 24’: è poker bianconero

TORINO. Sei su sei: la Juventus tiene il ritmo del Napoli, stravincendo il derby su un Torino ancora immaturo, rimasto in 10 già al 24' per una stupidaggine di un Baselli troppo nervoso. I granata, almeno questa volta, non possono recriminare, ma battersi il petto per errori e ingenuità gravi. Il passivo avrebbe potuto essere ancora più umiliante per i granata, se Sirigu non avesse sfoderato almeno quattro super parate e una decina di interventi quando è stato bersagliato dalla Juve. Questa volta non c'è stato nessun finale thrilling come nei tre derby precedenti allo Stadium. La Juventus ha schiantato i granata, quasi ci fosse una categoria di differenza. L'unico non pienamente contento, tra gli uomini di Allegri, è Higuain, entrato a 10' dalla fine: con il Torino così mal messo aveva sperato di tornare al gol, invece non è entrato nel tabellino neppure questa volta. Con il Pipita in panchina, il 4-2-3-1 di Allegri ha funzionato ancora meglio, con Mandzukic punta avanzata, e il trio Douglas Costa, alla prima da titolare, Dybala e Cuadrado dietro il croato. Quello del Torino è stato un harakiri in piena regola, anzi un doppio harakiri: sul gol del vantaggio di Dybala, Rincon si è fatto soffiare la palla a metà campo da Pjanic, aprendo il casello dell'autostrada per la volata dell'argentino; peggiore ancora il “suicidio” di Baselli che ha fine gara ha schiesto scusa: già ammonito per un'entrata sull'incontenibile Dybala, il numero 8 granata si è cimentato in un'entrata scomposta su Pjanic. Impossibile avere la grazia da Giacomelli. Torino in 10 neppure alla mezz'ora, molto peggio dello scorso derby allo Stadium, quando i granata erano rimasti con un uomo in meno, all'inizio secondo tempo per l'espulsione, molto più discutibile, di Acquah, ma quando erano avanti di un gol. La Juventus, con piena padronanza del gioco, ha affondato i colpi: Cuadrado a destra e Douglas Costa a sinistra hanno fatto il bello e il cattivo tempo, tra il disorientamento di De Silvestri e Ansaldi. Ma anche Dybala e Manduzkic hanno sempre dominato. Mihajlovic, bersagliato dalla curva bianconera dai cori «Zingaro, Zingaro!», dopo l'espulsione di Baselli ha cercato di tamponare sostituendo un trequartista, Iago Falque, con un centrocampista, Acquah, reduce da un infortunio. Ma il Torino era già demoralizzato e Ljajic ci ha messo del suo andando a cercarsi l'ammonizione, buttando via la palla lontana a gioco fermo. Inevitabile, con un Toro nervoso e frustrato, che arrivasse il raddoppio bianconero, firmato da Pjanic libero di mirare la porta di Sirigu dal limite dell'area. Tris di Alex Sandro, lasciato libero di colpire, su calcio d'angolo, tra Belotti e uno statuario Niang (12' st), sempre indisponente. Entra Bernardeschi per Cuadrado, ma il secondo tempo è senza un briciolo di pathos; sventola di Bernardeschi, a pugni chiusi respinge Sirigu (20'): è l'inizi di un tiro al bersaglio: il portiere granata respinge su Benatia (21'), manda in angolo una punizione di Dybala (24'), sbatta due volte la porta a Mandzukic e salva in mischia, respinge un tiro di Douglas Costa.
Ma Dybala firma il poker, dopo scambio in area con Higuain: per la Joya sono 10 gol in campionato, 12 in stagione.
Per la prima volta due squadre di serie A a punteggio pieno dopo sei giornate. Ma per Juve e Napoli ora il pensiero è la Champions della prossima settimana.
Renato Botto