Juve, dopo le polemiche è in arrivo la stangata

Squalifiche in vista per Agnelli e Buffon dopo la notte di Madrid
TORINO. Rabbia e polemiche, ma anche tanto orgoglio. Sono gli stati d'animo che albergano in casa Juventus al risveglio - si fa per dire - dopo la notte di Madrid, con quel finale imprevedibile, amaro, quasi traumatico. I bianconeri sono tornati alle 3 dalla Spagna, qualche ora per tentare di prendere sonno e di scacciare l'incubo del dito dell'arbitro Oliver teso a indicare il dischetto del rigore, della sua mano che sventola il cartellino rosso in faccia a Buffon. «Ripartiamo a testa alta, anzi altissima», è lo sprone di Massimiliano Allegri, impegnato a fare smaltire la delusione, sua e dei giocatori «meravigliosi e commoventi». Di notti amare in Europa la Juventus ne ha vissute tante, dalle sconfitte nelle ultime 5 finali consecutive di Champions giocate, da Monaco '97 a Cardiff 2017, all'eliminazione negli ottavi di due anni fa, contro il Bayern in rimonta quando le porte dei quarti erano ormai spalancate. Ma la beffa del Santiago Bernabeu è destinata a restare uno dei capitoli più duri. Che avrà strascichi disciplinari dell'Uefa, “obbligata” a punire lo sfogo del presidente Andrea Agnelli, bersaglio il designatore Collina, e, soprattutto, di Gigi Buffon, pesantissimo nei confronti dell'arbitro inglese Oliver. A temere uno stop è anche il madridista Sergio Ramos, sceso dalla tribuna in panchina e nel tunnel degli spogliatoi, zone vietate a un giocatore squalificato. Rischia di saltare la semifinale. Per i bianconeri il rigore fischiato per il contrasto tra Benatia e Lucas Vasquez, resta «una decisione incomprensibile», per usare le parole di Miralem Pjanic, la cui presenza a Madrid ha dato ordine alla Juventus rispetto all'andata all'Allianz Stadium. «Difficilmente a qualche squadra riuscirà di ripetere cosa ha fatto la Juventus a Madrid», gonfia il petto Chiellini. «È stata una squadra immensa», commenta, «la nostra partita rimarrà nella storia del calcio». Merito delle qualità tecniche, ma anche di una «sana follia» di chi possiede estro e talento. «Solo un folle», è l'analisi del difensore, «poteva pensare di riuscire a ribaltare un 3-0 in casa del Real e noi avevamo quella sana follia dentro». L'ennesima operazione rivincita in Champions non potrà partire prima di cinque mesi, nella fase a gironi del prossimo settembre. «Ora dovremo essere furiosi in Italia, per portare a casa il settimo scudetto e la quarta Coppa Italia di fila», è l'avvertimento di Allegri. «Bisogna trasformare la rabbia e la delusione in positività», dice Chiellini, «abbiamo ancora scudetto e coppa Italia da vincere». La prima a fare i conti con la Juve furiosa sarà la Sampdoria, domenica alle ore 18. Un'occasione di cancellare anche la sconfitta dell'andata a Marassi, dove la Juve era andata sotto di tre gol riuscendo in una rimonta solo parziale.
Non ci sarà il terzino De Sciglio alle prese con una sospetta frattura al piede sinistro.
Angelo Caradonna

