Juve e Roma, sembra tutto facile

Bianconeri favoriti a Cesena. Garcia con De Rossi e Gervinho: all’Olimpico c’è il fanalino di coda Parma
TORINO. Tre «punti importanti» per mantenere il vantaggio sulla Roma. Massimiliano Allegri non si fida del Cesena, penultimo in classifica a 38 lunghezze di distanza, un abisso, e chiede alla sua Juventus di «metterci la testa». Niente calcoli, dunque, né turn over: «I ragazzi lo sanno, non possiamo sbagliare», tuona il tecnico bianconero. Che archivia le polemiche contro il Milan – «se ne poteva fare a meno» – e, con aplomb, bacchetta Lotito: «Il calcio italiano», dice, «deve riacquistare una certa credibilità a livello mondiale».
I sette punti di vantaggio sui giallorossi non devono portare a cali di tensione, per Allegri, soprattutto su un campo facile soltanto sulla carta. «Il Cesena ha perso con l'Empoli, è vero, ma veniva da due vittorie consecutive, una in trasferta e una in casa con la Lazio. E poi non è semplice giocare sul sintetico», sottolinea l’allenatore dei Campioni d’Italia. La Champions League è dietro l’angolo, ma le distrazioni non sono ammesse. «Me la gioco di partita in partita», sottolinea Allegri. «La formazione? Sarà la migliore per affrontare il Cesena. Poi penseremo all’Atalanta e soltanto dopo al Dortmund: la Juve ha il dovere di portare più avanti possibile l’Italia in Champions, ma ce ne occuperemo da sabato prossimo». Ecco spiegato perché in mezzo al campo non ha nessuna intenzione di rinunciare a Pirlo («gioca titolare») e perché non rivela ancora chi sostituirà lo squalificato Tevez. Allegri mette da parte la diplomazia soltanto per fare gli auguri al Livorno, la squadra della sua città, per i suoi cent’anni: «Non me ne vogliano le altre squadre, ma spero festeggi a fine anno con la promozione». Un bello spot alla sportività, dopo la bufera per le parole di Lotito. «Non voglio dire che sono rimasto sconvolto, ma sicuramente scosso, stranito», dice dell’intercettazione del presidente della Lazio. «Da allenatore ed ex calciatore so che nel calcio contano i risultati e quelli te li può dare solo il campo. Alla fine saranno promosse le squadre che se lo meriteranno, che si chiamino Carpi, Perugia o Livorno. Il calcio italiano ha bisogno di recuperare credibilità e per farlo i dirigenti devono prestare più attenzione ai giovani e ai vivai».
In casa Roma, Garcia indica la strada ai suoi: concentrarsi sul presente. «Battiamo il Parma senza pensare a Europa o campionato», dice il tecnico francese. «Non abbiamo scelta, contano solo i 3 punti, solo la vittoria sarà un buon risultato per noi». Battere il Parma e dare seguito al successo di Cagliari per dimostrare che la Roma è in via di guarigione. All’Olimpico i giallorossi non fanno bottino pieno dal 30 novembre 2014. L’allenatore giallorosso deve fare a meno di Maicon e Totti. L’attacco potrà contare su Gervinho e Doumbia.

