Juve-Milan a Doha per tre milioni

23 Dicembre 2016

Il calcio italiano all’estero per incassare cachet d’oro

Si assegna la Supercoppa italiana al caldo di Doha. Appuntamento alle ore 17,30 (diretta tv su Rai 1) allo stadio Al Sadd-Jassim Bin Hamad, uno di quelli che ospiterà le partite del Mondiale del 2022. Si torna in Qatar dopo due anni: nell’agosto del 2015 si giocò a Shangai, in Cina e vinse la Juve 2-0 sulla Lazio. E il motivo della scelta di andare all’estero è presto spiegato: gli organizzatori, oltre a pagare tutte le spese, mettono in palio un montepremi di 3 milioni. E alle finaliste andranno 1,350 milioni di euro. Il 10% del montepremi, 300mila euro, andranno alla Lega di serie A.

Qui Juve. La finale di Supercoppa Italiana è “decollata” con le polemiche sul ritardo del volo dei rossoneri, arrivati in Qatar con un giorno di ritardo rispetto ai bianconeri. «Questo ritardo credo li abbia deresponsabilizzati, ma ha anche aumentato la loro cattiveria: saranno vogliosi di portare a casa un trofeo importante», sostiene Allegri, che chiede alla sua squadra una partita «tosta e giusta». In una finale «i valori si azzerano», ancor più quando scendono in campo Milan e Juventus: «Lo dimostrano i risultati in campionato», in cui «un errore difensivo» può decidere il risultato, come successo il 22 ottobre in campionato. «Ecco perché sarà una partita complicata», ribadisce il tecnico, e per vincerla servirà una prova «giusta, tosta, da grande squadra» contro un Milan che «ha dalla sua l'entusiasmo della gioventù, quindi la spensieratezza». La Juventus? «Noi siamo un po’ più anziani di loro, ma abbiamo mantenuto l'incoscienza e la spensieratezza che ci fa essere giovani». Sarà una partita speciale per il capitano della Juventus, Gigi Buffon, giunto alla 600ª presenza ma con «qualcosina ancora da dare»: iniziando da oggi, «c'è un trofeo in palio e come tutti i trofei», precisa il portiere, «va fatto di tutto per conquistare la vittoria». La sconfitta di due anni fa contro il Napoli, proprio a Doha, brucia ancora ad una Juve condannata a vincere, secondo Buffon, che nelle critiche trova le motivazioni per migliorarsi ancora. Le scelte di Allegri ruotano intorno a Pjanic, tentato dal tridente con Higuain, Dybala e Mandzukic nel caso in cui il bosniaco non dovesse farcela. Se dovesse essere della partita, probabile la scelta di schierare Mandzukic e Higuain, con Dybala pronto ad entrare. «I cambi saranno importanti, più che in campionato» è il pensiero di Allegri: «C'è la possibilità che la partita duri 120'».

Qui Milan. «Non ci sentiamo deresponsabilizzati», ha chiarito Vincenzo Montella replicando a Massimiliano Allegri, convinto che il disguido possa aver generato indirettamente qualche vantaggio ai rossoneri. «Se entrambe le società e gli allenatori avevano scelto di partire il 20 dicembre e non il 21 era la cosa giusta», ha chiarito Montella prima dell'unico allenamento sostenuto dai suoi giocatori a Doha. Le armi del Milan dovranno essere «entusiasmo, leggerezza e incoscienza», predica l'ex attaccante. Ai suoi occhi le due sfidanti sono cresciute rispetto al confronto in campionato di ottobre, deciso dalla sciabolata di Locatelli, il volto di questo Milan giovane e italiano, che anche a Doha schiererà 7 giocatori nel giro della Nazionale, come si è lasciato scappare Galliani, dando un indizio sul fatto che Bonaventura giocherà al posto di Niang nel tridente.