Juve, tifosi contro Allegri E ora rischia la panchina

16 Settembre 2022

Squadra senza gioco e con la qualificazione a rischio in Champions League La gara di domenica a Monza può essere decisiva. Quel contratto fino al 2025

TORINO. La Juventus non va, la stagione rischia di naufragare dopo nemmeno un mese dalla partenza. Sempre più tifosi invocano un cambio nella guida tecnica, ma Allegri non pare in discussione. «Non è tutto compromesso» ripeteva mercoledì sera il tecnico. La sfida contro il Benfica doveva essere la più importante di una Champions, iniziata con la sconfitta di Parigi, i bianconeri hanno risposto offrendo una prestazione discreta per una ventina di minuti, poi sono crollati, «dal punto di vista psicologico» l'amara riflessione dell'allenatore. Il percorso in Champions è diventato in salita, Allegri è finito nel mirino della contestazione. «Non mi sento a rischio, ora dobbiamo pensare a lavorare e a cercare le soluzioni per uscire da questo momento» il pensiero del tecnico. Intanto, però, la sua credibilità è scesa a limiti storici: sui social impazza l'hashtag «AllegriOut», anche se la novità sono i cori di contestazione intonati a fine partita dai tifosi. E anche in campo sono state notate smorfie che sarebbero di scetticismo sull'operato del tecnico, in particolar modo sul volto di Di Maria, che al triplice fischio ha avuto uno scambio di battute con Milik sostituito tra lo stupore generale a una ventina di minuti dalla fine. La piazza si sta stufando dell'allenatore, mentre dalle parti della Continassa si predica calma. Anche perché, considerando i conti della società, un eventuale esonero è l'ultimo dei provvedimenti che si vorrebbe prendere: circa sette milioni di euro all'anno di stipendio (esclusi bonus) per altre tre stagioni, con la scadenza del contratto fissata a giugno 2025, rappresentano un investimento fin troppo importante per pensare di interrompere il rapporto. «Lo paghi tu quello nuovo?» la battuta dell'ad, Maurizio Arrivabene, a un tifoso che gli chiedeva l'esonero di Allegri ancor prima del tonfo contro il Benfica, è un messaggio chiaro sulla posizione della società. Testa bassa e pedalare, l'obiettivo è ripartire subito dalla sfida di Monza (domenica otre 15), altrimenti la panchina di Allegri inizierebbe a scricchiolare.
Angelo Caradonna