Juventus -10: scende al 7° posto

23 Maggio 2023

Ricalcolata la penalizzazione, la squadra crolla a Empoli (4-1) e ora è fuori dalla zona Europa

ROMA. Dieci punti di penalizzazione, uno in meno da quanto chiesto dalla Procura della Figc, guidata da Giuseppe Chinè, sono stati inflitti alla Juventus dai giudici della Corte d'appello federale per la nuova puntata del processo sulle plusvalenze. Un verdetto che è immediatamente esecutivo e retrocede i bianconeri - poi crollati 4-1 in serata nel posticipo di Empoli - al settimo posto in classifica. Fuori dalla zona coppe europee. Il club, in una nota, «prende atto di quanto deciso e si riserva di leggere le motivazioni per valutare un eventuale ricorso» ed esprime la «grande amarezza» del club e dei suoi milioni di tifosi «oltremodo penalizzati da sanzioni che non sembrano tenere conto del principio di proporzionalità». Prosciolti invece Nedved e gli altri sei ex consiglieri senza delega, per i quali la Corte Figc era tornata a riunirsi. Sì è quindi concluso il terzo passaggio alla corte di appello dopo l'assoluzione della prima volta e la revocazione della seconda, sulla quale è intervenuto però il Collegio di Garanzia. L'udienza dell'organismo presieduto da Ida Raiola, svoltasi in videoconferenza, è durata circa tre ore, poi l’attesa per la sentenza, con i giudici federali che si sono presi il tempo necessario, mentre la Borsa chiudeva e la squadra bianconera si preparava alla trasferta toscana. Il verdetto, oltre a stabilire la penalizzazione in classifica, appena meno afflittiva rispetto alle richieste di Chinè, ha prosciolto i sette dirigenti del club per il quale il Collegio di Garanzia aveva chiesto di rimotivare la responsabilità: Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio ed Enrico Vellano. Per tutti, il procuratore aveva chiesto otto mesi di inibizione. Il rinvio del Collegio di Garanzia al secondo grado della giustizia della Figc partiva dalla confermata colpevolezza di Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Fabio Paratici e Federico Cherubini, ma chiedeva di riformulare la sanzione, l'originario -15, quantificando e motivando l'apporto di questi sette dirigenti a quello che anche la Cassazione dello sport aveva definito un 'sistema’ che ledeva il principio di lealtà sportiva. «Abbiamo giocato in una situazione surreale», ha detto Massimiliano Allegri, allenatore della Juve, «con la sentenza arrivata un quarto d'ora prima della gara. Ma iI crollo mentale non si giustifica. Ora bisogna stare zitti, però una cosa voglio dirla: sia chiaro che in campo abbiamo fatto 69 punti».
«La regolarità del campionato è compromessa», ha detto Josè Mourinho, allenatore della Roma. «Mi spiace per tutti, a cominciare da Allegri. Uno scherzo sapere questa cosa a due giornate dalla fine». Juve fuori dalle coppe europee a fine stagione? Ancora 180’ di gioco per saperlo. Poi, comunque, la parola passerà alla Uefa, che ha un procedimento aperto contro la Juventus e aspetta le decisioni italiane e il nuovo processo sportivo sulla manovra stipendi, la cui udienza è stata fissata al 15 giugno. Un altro mese che si annuncia caldo per il club bianconero, dato che le intenzioni sono quelle di chiudere entro la fine della stagione.
Angelo Caradonna