Juventus, Inter e altri cinque club sfiduciano il presidente Dal Pino

16 Aprile 2021

MILANO. Il clima in Lega Serie A torna a farsi caldissimo. Sette società (Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli ed Hellas Verona) hanno infatti scritto una lettera chiedendo le...

MILANO. Il clima in Lega Serie A torna a farsi caldissimo. Sette società (Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli ed Hellas Verona) hanno infatti scritto una lettera chiedendo le dimissioni del presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino. Un duro j'accuse verso il numero uno della Lega, da parte di quasi tutti i top club. Milan e Torino, direttamente con i loro presidenti, Scaroni e Cairo, scendono i campo in difesa del n.1 della Lega. «Ha lavorato e sta lavorando bene», dicono. Le sette società (che sono anche quelle rimaste contrarie all'operazione coi fondi di private equity) nella lettera hanno sottolineato come le diverse contestazioni da loro sollevate sull'operato di Dal Pino hanno «comportato la nostra ferma ed improrogabile necessità di manifestarle la nostra irrevocabile sfiducia alla carica da lei rivestita e alla conduzione e gestione della Lega», si legge nel testo inviato al presidente, all'ad De Siervo e al consiglio di Lega tra gli altri. «Auspichiamo che, in tale contesto, tutto quanto sopra venga da lei adeguatamente valutato al fine di trarne le doverose conseguenze», hanno aggiunto i club. In una seconda missiva, privata, c’è anche la possibilità di una denuncia per cattiva gestione con eventuali danni. Una presa di posizione forte da parte delle big, che mettono nel mirino la gestione di Dal Pino in assemblea soprattutto sul tema della trattativa con i fondi, che avrebbe portato ad un ritardo nell'assegnazione dei diritti tv del prossimo campionato a Dazn, nonostante le sette società considerassero l'operazione private equity già chiusa. Il manager milanese, dal canto suo, non sta valutando le dimissioni: resta l'opzione di una possibile mozione di revoca della carica in una prossima assemblea, per la quale tuttavia servirebbero 14 voti a favore.