Juventus, sette meraviglie per entrare nella leggenda

Una Juventus sette meraviglie si prende a Roma (con un prevedibile 0-0) il settimo scudetto consecutivo. I bianconeri, con 4 punti di vantaggio sul Napoli, entrano così nella leggenda del calcio...
Una Juventus sette meraviglie si prende a Roma (con un prevedibile 0-0) il settimo scudetto consecutivo. I bianconeri, con 4 punti di vantaggio sul Napoli, entrano così nella leggenda del calcio italiano e sabato all’Allianz Stadium di Torino (ore 15) potranno festeggiare l’impresa. Per Massimiliano Allegri si tratta del quarto titolo di fila.
LE PAGELLE DEI BIANCONERI
8 BUFFON In quella che con molta probabilità sarà la sua ultima stagione, SuperGigi resta a 40 anni uno dei migliori nel suo ruolo, non solo in serie A. Resta il tabù della Champions dove esce in malo modo con l’espulsione nel finale infuocato di Madrid.
7 SZCZESNY L’anno di apprendistato prima di raccogliere il testimone da Buffon è stato più che positivo.
6.5 DE SCIGLIO Gli infortuni non lo hanno aiutato ma di sicuro si è visto un giocatore diverso da quello contestato negli ultimi anni milanisti. Con Allegri c’è feeling.
8.5 CHIELLINI È come il vino, più invecchia più diventa buono. Finalmente libero da problemi fisici, disputa una delle sue migliori stagioni.
8 BENATIA Non ha la visione di gioco di Bonucci ma a livello difensivo non ha fatto rimpiangere l’ex compagno. Il rigore causato col Real e le responsabilità sul gol di Koulibaly nel ritorno col Napoli offuscano solo in parte la sua ottima annata, con la doppietta in finale di Coppa Italia come momento più alto.
7 ALEX SANDRO La scorsa estate sembrava destinato a partire, è rimasto ma per larghi tratti della stagione è andata in campo la controfigura dell’esterno ammirato negli anni scorsi.
7 BARZAGLI Gli anni passano anche per lui, ma non difetta mai in affidabilità, anche quando Allegri lo mette a fare il terzino destro. Contributo sempre prezioso.
6 RUGANI Con la partenza di Bonucci poteva essere la stagione della consacrazione ma così non è.
6 LICHTSTEINER La brillantezza dei tempi migliori non c’è più ma lo svizzero fa sempre il suo.
8 PJANIC Allegri lo ha trasformato in regista e ormai la sua presenza è diventata fondamentale.
8.5 KHEDIRA Giocatore di straordinaria intelligenza tattica. Protagonista della sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo: 9 i centri.
5.5 MARCHISIO Appena 7 gare da titolare e i fantasmi di quell’infortunio che continuano a perseguitarlo. Il Principino si è smarrito.
8 MATUIDI Acquisto preziosissimo. “Tuttocampista”, il francese è un motorino inesauribile.
6.5 ASAMOAH È la prima alternativa di Alex Sandro e la stagione di luci e ombre del brasiliano gli permette di avere spazio. Si rende sempre utile, soprattutto nella fase difensiva.
5.5 STURARO Allegri prova a reinventarlo da terzino destro ma le risposte non sono entusiasmanti. In mezzo fatica a trovare spazio.
6.5 BENTANCUR La Juve in estate ha rinunciato a un posto da extracomunitario pur di tesserarlo e questo la dice lunga sulla fiducia che nutre nel giovane uruguaiano. È ancora acerbo.
8 CUADRADO Allegri stravede per lui e la sua assenza per infortunio ha pesato nell’economia della stagione. È uno di quei pochi giocatori che sa sempre essere decisivo entrando dalla panchina: il suo futuro potrebbe essere da terzino destro.
8.5 HIGUAIN Qualche gol in meno rispetto alle ultime stagioni ma una presenza fondamentale. Il Pipita si trasforma spesso e volentieri in regista offensivo.
8.5 DYBALA La sua prima parte di stagione è da 10 e lode, con la Juve trascinata dai suoi gol. Poi, dopo i rigori sbagliati con Atalanta e Lazio, si spegne. Ma è pur sempre una Joya vederlo giocare.
8 DOUGLAS COSTA Devastante nella seconda parte della stagione: le sue accelerazioni spaccano il campo e le difese avversarie, gli assist piovono e se col tempo diventerà più prolifico la Juve avrà fra le mani una pepita d’oro.
8 MANDZUKIC Meno propenso al sacrificio di un anno fa, anche da qui la scelta di abbandonare il 4-2-3-1, il croato resta però un pretoriano di Allegri.
7 BERNARDESCHI Passare da titolare indiscusso alla Fiorentina a seconda scelta nella Juve non è semplice ma l’ex viola accetta con umiltà il ruolo e la sua crescita nell’arco della stagione fa ben sperare.

