Kanoutè, poche gare per salvare la stagione

30 Aprile 2019

Centrocampo contato e stanco, ma si rivede il senegalese

PESCARA. Turno di riposo per il Pescara che domani sarà spettatore della 36ª giornata di serie B. I biancazzurri devono sperare in un risultato positivo del Livorno per tenersi stretto il quinto posto. La squadra di Breda sarà impegnata al Bentegodi contro il Verona che, in caso di successo, scavalcherebbe l’undici di Pillon. In chiave play off, da seguire anche le gare dello Spezia a Palermo, della Cremonese a Carpi e lo scontro diretto al Curi tra Perugia e Cittadella. Tutte inseguitrici che proveranno a rosicchiare punti a Brugman e compagni. Ieri il Pescara ha ripreso gli allenamenti al Poggio degli Ulivi in vista della partita in programma sabato (ore 15) in casa del Venezia dell’ex Cosmi. Per la prima volta nel campionato in corso non ci sarà Memushaj (squalificato per una giornata), che finora è l’unico biancazzurro a non aver saltato nemmeno uno dei 34 match disputati dal Delfino. Un’assenza pesante per Pillon che ormai da tempo convive con una situazione di emergenza a centrocampo. E anche sabato al Penzo l’allenatore veneto avrà a disposizione soli quattro elementi: Brugman, Bruno, Crecco e Kanoutè. Proprio quest’ultimo avrà i fari puntati nel finale di stagione. Mai come in questa fase ci sarà bisogno del suo aiuto in un reparto ridotto ai minimi termini dopo le cessioni di Machìn e Palazzi nel mercato di gennaio e il grave infortunio di Melegoni. Il 20enne senegalese spera di dare un senso a un’annata che finora è stata negativa (in totale 10 presenze e appena 339 minuti giocati). L’estate scorsa si presentò al ritiro di Palena con più di dieci giorni di ritardo, ma dopo la multa della società e la ramanzina del presidente Sebastiani si mise a lavorare con impegno guadagnandosi la prima chance da titolare alla terza giornata contro il Foggia. A novembre, però, il primo imprevisto. In uno scontro in allenamento Kanouté si rompe la clavicola sinistra e resta più di un mese e mezzo ai box. Torna in campo a fine dicembre entrando nel secondo tempo nelle sfide contro Venezia e Salernitana. Alla ripresa del torneo, dopo la sosta invernale, un altro spezzone con la Cremonese, poi finalmente Pillon lo schiera titolare a Livorno. Lo stesso accade la settimana successiva contro il Brescia all’Adriatico (3 febbraio), quando Franck stende Spalek e provoca il calcio di rigore che Donnarumma trasforma dando il via alla debacle biancazzurra (1-5 il risultato finale). Da allora altri due infortuni (stiramento al polpaccio e distorsione alla caviglia) e neanche un minuto in campo. Ora sta bene, tre giorni fa contro il Verona era in panchina e sabato Pillon potrebbe gettarlo di nuovo nella mischia. Kanouté si troverà di fronte un suo grande estimatore, Serse Cosmi, che lo ha allenato nella passata stagione per sei mesi all’Ascoli (“Kanouté? Non sa nemmeno lui quanto è forte”, ha detto tempo fa il tecnico umbro). Come è accaduto per tanti altri giovani, il Pescara si augura di poter valorizzare il centrocampista senegalese, prelevato a titolo definitivo ad agosto del 2017 dalla Juventus (insieme ad altri due baby, Camilleri e Mancini) in cambio di Delli Carri e Del Sole. La società biancazzurra e il club bianconero si sono riservati il diritto di incassare il 50% del ricavato su un’eventuale rivendita futura dei cinque giocatori coinvolti in quella maxi-trattativa. Kanouté vuole sfruttare le ultime chance agli ordini di Pillon. Gli restano due partite (Venezia e Salernitana) più gli eventuali play off per cambiare il verso a una stagione avara di soddisfazioni, ma che di colpo potrebbe rilanciarlo.(t.g.)
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