Kastanos: «A porte chiuse non sarebbe calcio vero»
La mezzala: «Prima gli infortuni e ora il virus hanno frenato le mie ambizioni» Il governo cipriota offre 750 euro ai cittadini che non tornano in Patria a Pasqua
PESCARA. «Ero venuto per affermarmi e conquistare la serie A, ma prima gli infortuni e ora il virus hanno rinviato il mio sogno». Grigoris Kastanos non vede l’ora di recuperare il terreno perduto. A ottobre il centrocampista del Pescara era stato fuori un mese per una frattura al polso, poi a febbraio uno stiramento al flessore gli ha fatto saltare le ultime cinque gare. Ieri, durante una videochat a cui ha partecipato anche Milos Bocic, Kastanos ha raccontato la sua quarantena ai giornalisti. «È terribile ciò che sta accadendo e so che ci vorrà tempo per tornare alla normalità. Sento parlare di ripresa del campionato a giugno con le gare a porte chiuse e mi intristisco ancora di più, perché il calcio senza pubblico non è calcio». Per qualche mese sarà impensabile aprire gli stadi al pubblico. Uno scenario che non piace al 22enne cipriota. «A questo punto sarebbe meglio aspettare un altro mese», aggiunge il calciatore in prestito dalla Juventus, «se non sarà possibile toccherà abituarci a giocare senza gli spettatori». Il Delfino potrà riscattare il suo cartellino pagando 4 milioni di euro alla Juve, ma l’opzione non verrà esercitata. Tuttavia, la sua avventura in Abruzzo potrebbe proseguire per un altro anno. «A me piacerebbe restare, Pescara è una bella città, la società non ci fa mancare nulla e con i compagni di squadra ho un ottimo rapporto. Vedremo cosa accadrà». Nel frattempo bisognerà trovare un’intesa con il club sui tagli degli stipendi. «La priorità è la salute, poi penseremo ai soldi. Guadagniamo bene, potremmo sopravvivere senza qualche mensilità, i problemi veri sono quelli di chi non riesce ad arrivare a fine mese. In ogni caso, se il campionato riprenderà, sarà giusto pagare gli stipendi, altrimenti troveremo un accordo con la società». Chiuso nella sua casa pescarese, Kastanos è in continuo contatto con i familiari e la fidanzata che vivono a Cipro. Il governo di Nicosia, preoccupato dal possibile ritorno di massa per le vacanze di Pasqua dei cittadini che vivono all’estero, ha offerto 750 euro a chi deciderà di non tornare in patria. «È una misura rivolta soprattutto ai tanti studenti che frequentano le università (britanniche, greche, tedesche, italiane, ndc). Per fortuna la situazione nella mia città, Paralimni, è relativamente tranquilla».
Barricati nella loro abitazione, a Udine, ci sono anche i familiari di Milos Bocic. Prima dello stop forzato, il 20enne attaccante serbo cresciuto in Friuli aveva trovato molto spazio con Nicola Legrottaglie. «Lo ringrazio perché ha creduto in me da quando allenava la Primavera, mi ha insegnato tanto e sono sicuro che potrà farmi diventare un calciatore forte».
Il messaggio di Sebastiani. «Continuiamo a combattere simbolicamente il nostro nemico di turno», recita un passo della nota di Sebastiani pubblicata sul sito del Pescara, «restiamo a casa e sono certo che alla fine vinceremo noi. Nella speranza di rivedervi presto tutti insieme a svolgere il lavoro che più vi piace, a condividere ognuno con i propri cari e amici la propria vita quotidiana, vi mando un abbraccio simbolico e vi faccio tanti auguri per l’imminente festività pasquale».
Giovanni Tontodonati
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