KO INGIUSTO MA I LIMITI SONO CHIARI
Emanuele Pesoli in settimana ha detto che lui certi errori li commette una volta ogni tre anni. Beh, la statistica va aggiornata, perché al Massimino ne ha commessi (altri) due che stridono con lo...
Emanuele Pesoli in settimana ha detto che lui certi errori li commette una volta ogni tre anni. Beh, la statistica va aggiornata, perché al Massimino ne ha commessi (altri) due che stridono con lo status da professionista. Roba da mettersi le mani nei capelli, decisivi ai fini del risultato. E’ recidivo il difensore di Anagni, ecco perché alle sue responsabilità vanno aggiunte quelle dell’allenatore Marco Baroni che l’ha mandato in campo. Sarebbe il caso di farlo riposare per poi recuperarlo più avanti. Detto ciò, va sottolineato che la prestazione, gagliarda e sfortunata, di Catania fa a cazzotti con l’ultimo posto in classifica dopo sei giornate. La sconfitta è immeritata, mentre i tre punti sono un misero bottino figlio di tanti errori e di un Pescara ancora alla ricerca della propria identità. Della difesa si è detto, ma anche il centrocampo guidato da Appelt Pires non convince. Carattere e gruppo, certo, ma non si può lasciare la fase offensiva alle fiammate individuali dei tre lì davanti. Ha ancora tanto da lavorare Baroni, e deve fare in fretta perché la sfida di sabato contro la Virtus Entella è l’ultima spiaggia per non andare in crisi anche mentalmente. Tanto per rendere l’idea dello stato d’animo del popolo biancazzurro va ricordato che, dall’inizio dell’anno, in 27 gare di campionato il Pescara ha vinto solo quattro volte. L’ultima volta il 10 maggio contro il Siena.(r.c.)
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