L’ABRUZZO ASPETTA L’EXPLOIT DI UN ITALIANO

14 Maggio 2021

Un segnale di normalità. Rivedere il Giro d’Italia sulle strade d’Abruzzo nel mese di maggio significa che l’emergenza per la pandemia si sta progressivamente attenuando. Un anno fa di questi tempi...

Un segnale di normalità. Rivedere il Giro d’Italia sulle strade d’Abruzzo nel mese di maggio significa che l’emergenza per la pandemia si sta progressivamente attenuando. Un anno fa di questi tempi si stava cominciando a uscire dal lockdown e la corsa rosa era ferma alle intenzioni in attesa della versione ottobrina tra paure e tamponi.
Si rivede la gente per le strade al seguito della carovana, non la folla degli anni scorsi per carità. Ma quel che basta per invocare un po’ di normalità. Il Giro è possibile solo grazie ad alcune restrizioni. E il contatto diretto tra corridori e tifosi, che ha contribuito a fare del ciclismo uno degli sport più popolari, non è ancora consentito. Ma l’importante è respirare l’aria del Giro. Che mantiene costante il binomio con l’Abruzzo.
La Regione continua a farne uno dei cavalli di battaglia per la promozione turistica del territorio. Nella 104ª edizione ci sono il tratto costiero con la tappa di oggi e quello montano con gli appuntamenti di domenica e lunedì.
Il passaggio del Giro in Abruzzo di solito avviene entro i primi dieci giorni e regala sempre emozioni. Anche cambiamenti nella classifica generale. Quello che ci si aspetta domenica con la Castel di Sangro-Campo Felice, una tappa di montagna destinata a lasciare il segno. Poi, lunedì, la partenza dall’Aquila. Tre giorni (domani la tappa più a sud, in Puglia) in cui l’Abruzzo sarà al centro dell’interesse mediatico che ruota attorno alla manifestazione organizzata dalla Rcs.
In un ciclismo che sta generando un ricambio generazionale a livello di big ci si attende l’ulteriore salto di qualità di Giulio Ciccone. E le sue strade sono il territorio ideale in cui dimostrare di possedere le carte in regola per entrare nell’olimpo dei big contemporanei.
La speranza è che l’Abruzzo possa festeggiare in questi giorni il successo di quello che è il suo figlio più talentuoso nel ciclismo odierno. O comunque di un italiano, perché negli ultimi anni la nostra è stata una terra di conquista per stranieri. Per trovare un italiano vincitore in Abruzzo bisogna tornare indietro nel tempo fino al 12 maggio 2012 quando Paolo Tiralongo si impose a Rocca di Cambio, ovvero nello stesso paese montano dove la corsa arriverà domenica.
Dopo nove anni è arrivato il momento di sfatare anche questo tabù. E l’Abruzzo farà il tifo per il teatino Ciccone e per il miglianichese Cataldo, gente che in carriera ha dimostrato di avere le carte in regola per essere protagonista in tappe dalle caratteristiche come quella di domenica.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA