L’Abruzzo conferma i risultati di un anno fa

1 Aprile 2018

Cammino tutto sommato soddisfacente. Come nel 2017, la corsa della Juniores e degli Allievi si ferma alle semifinali; Giovanissimi e Femminile fuori al 1° turno

Esattamente come nell'edizione scorsa, anche in quella attuale il bilancio, in chiave abruzzese, è praticamente lo stesso, con due rappresentative (Giovanissimi e Femminile) eliminate al primo turno, ed altrettante (Juniores ed Allievi) arrivate alle semifinali.
La Juniores. Certo resta un po' di rammarico per aver sfiorato l'impresa, ma quella appena conclusa è stata, per le nostre squadre, un'esperienza comunque positiva. «Come lo sono tutte, per il solo fatto di vedere sui campi così tanta gioventù». A parlare in questi termini è Ugo Dragone, la cui Juniores è uscita sconfitta, in semifinale, per mano del Friuli Venezia Giulia. «Lo 0-3», spiega, «è però un punteggio un po' troppo severo. I friulani, che hanno confermato di essere molto forti, sono approdati con merito alla finale, ma a noi è andato davvero tutto storto. A cominciare dalla sfortunatissima autorete che ha sbloccato il risultato, seguita, ad inizio di ripresa, dal loro raddoppio, frutto di un rigore a mio avviso molto dubbio. Guai però ad accampare scuse o alibi: resta la soddisfazione per un percorso importante, che ci ha visti tener testa ad ogni avversario, anche a quelli più blasonati, come la Sicilia o lo stesso Friuli. Ecco perchè», sottolinea Dragone, «ai miei ragazzi posso solo fare i complimenti, girando loro anche quelli ricevuti da avversari ed addetti ai lavori. Un'esperienza assai gratificante anche per il sottoscritto, che da due anni ha l'onore di guidare questa squadra, portata in entrambe le occasioni tra le prime quattro d'Italia, e davanti, almeno per quel che riguarda l'attuale edizione, a regioni del calibro di Lombardia, Toscana, Lazio e Sicilia». E se tra gli atleti abruzzesi si sono particolarmente distinti i vari Curri, Dema, Balducci e Marcedula, ecco un paio di nomi da appuntarsi per il futuro: «Quelli dell'esterno siciliano D'Amico», conclude mister Dragone, «e dell'attaccante del Friuli Nicoloso, destinati entrambi ad un luminoso futuro».
Gli Allievi. Da una semifinale all’altra, ecco il parere del ct degli Allievi Dario Cantagallo, arresosi anch'egli al penultimo ostacolo (e col punteggio di 0-3), rappresentato per l'occasione dal Veneto. «Abbiamo purtroppo pagato a caro prezzo», il suo commento a margine, «alcune ingenuità difensive e altrettanti infortuni patiti in corso d'opera (quelli di Palusci, Ricchioni e Pierabella, ndc), che hanno influito sull'andamento del match e su un organico sollecitato dai tanti incontri disputati in un ristretto arco temporale. Io comunque mi tengo stretto questo nostro cammino, che ha confermato i passi da gigante compiuti dai ragazzi nell'ultimo biennio. Nell'edizione scorsa, pur conquistando 4 punti, ci fermammo alla prima fase per cui l'approdo alle semifinali di quest'anno rappresenta un risultato importante, che ci ripaga del grosso lavoro svolto, prima e durante la manifestazione. Onore dunque al Veneto, formazione di sicuro spessore, così come una grande impressione ha suscitato in me la Sicilia. Che non ha caso ha sfiorato anch'essa la finale, arrendendosi ai rigori alla Toscana».
A livello individuale, invece, oltre che al bomber Sall (4 gol in 5 gare per lui), un plauso particolare meritano il centrocampista Martinelli e la punta Di Giovacchino, sicuramente tra i più continui, in ambito abruzzese.
Giovanissimi e Femminile. Quanto poi alle due rappresentative costrette ad abbandonare anzitempo la contesa, anche per loro quella appena archiviata resta comunque un'avventura positiva. A dirlo sono proprio i due selezionatori regionali. «Non potrebbe essere altrimenti», sottolinea quello della formazione Giovanissimi, Peppe Giovannelli, «visto che manifestazioni del genere sono, a prescindere dai risultati, esperienze irripetibili per chi le vive, proprio per quella sorta di alchimia che si crea tra centinaia di ragazzi di origine ed estrazione così diverse tra loro. E comunque, anche se stavolta, a differenza della precedente, in cui arrivammo in semifinale, siamo usciti subito di scena, lo abbiamo fatto a testa alta ed onorando sino in fondo il nostro ruolo. Probabilmente l'essere arrivati alla sfida decisiva con la qualificazione ancora in ballo, ha messo un po' troppa pressione addosso alla squadra, che ne ha risentito, senza dimenticare il valore dell'avversaria che ci ha estromesso dai giochi. Ovvero quella Sicilia che, non a caso, è poi approdata alla finale di categoria». Differenze rispetto all'edizione 2017? «Non molte, essendo il livello medio egualmente alto, e con tanti giocatori di qualità. Qualche esempio? La mezzala della Sicilia Alesi, un 2004 davvero bravo ed infatti già nel giro della Juventus, ed il terzino destro del Veneto Fin. Già pronto, a mio avviso, a giocare da titolare in prima squadra». Quanto ai ragazzi dell'Abruzzo, tra i quali spiccano i nomi degli esterni Liguori e Bentivoglio, mister Giovannelli preferisce elogiare tutti, spendendo semmai due parole sul “grande assente”, l'aquilano Guaragna. «Peccato sia stato costretto a rinunciare proprio in extremis per problemi di salute», conclude il ct frentano, «perchè sono convinto che con le sue doti si sarebbe sicuramente messo in evidenza».
La chiusura spetta infine al selezionatore della Femminile Nello Mazzatenta. «Le ragazze», si affretta a precisare, «hanno tutte fatto appieno il loro dovere: sia sul piano dell'impegno che dal punto di vista comportamentale. Aspetto, quest'ultimo, a cui tutti noi tenevamo tanto. Pur uscendo subito abbiamo comunque accorciato il gap, da sempre esistente, con realtà geograficamente e calcisticamente più importanti della nostra. L'immeritato 0-0 dell'esordio ha poi condizionato il successivo cammino, ma sono comunque contento per quanto fatto. Da tutte, indistintamente, mentre per quel che riguarda le avversarie (in ambito abruzzese, citazione di merito per la trequartista Del Rosso e le centrali di difesa Di Santo e Fernandez, ndc), mi hanno colpito molto le siciliane Zito, Cammarata e La Mattina, davvero brave».
Stefano De Cristofaro
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