L’Abruzzo saluta il Giro E Sagan trionfa a Foligno

18 Maggio 2021

La partenza dall’Aquila vestita a festa, poi la vittoria dello slovacco in Umbria 

FOLIGNO. La lunga abbuffata del Giro d’Italia in Abruzzo si è chiusa ieri con un dessert talmente buono che l’arrivederci al 2022 appare scontato. L’Aquila, piazza Duomo e la chiesa delle Anime Sante, uno dei simboli di quel terremoto del 2009, hanno fatto da cornice alla partenza della tappa che sul traguardo di Foligno ha incoronato il tre volte campione del mondo Peter Sagan che lo scorso anno firmò a Tortoreto una delle tappe più belle del Giro 2020. Piazza Duomo gremita come ai bei tempi, un centro storico colorato di rosa al pari delle vie cittadine che hanno accolto la passerella del gruppo: sono messaggi di speranza che il capoluogo ha lanciato. E quando sul palco è salito Giulio Ciccone l’applauso si è trasformato in tifo da stadio con quell’accelerata speciale sullo sterrato di Campo Felice che non poteva certo passare inosservata. Ciccone a mente fredda ha analizzato il finale con estrema lucidità. «Nibali mi ha portato davanti, mi sentivo molto bene e quando Bernal è partito l’ho subito seguito ma alla seconda accelerata non ho potuto fare nulla. Lui in Colombia è più abituato di me a quel tipo di terreno. Ma sono comunque contento della condizione che si conferma buona». Se però parli di maglia rosa o podio Giulio glissa subito. «Non esageriamo! Sto bene ma non so neanche io fin dove posso arrivare. Non voglio ( bugia?) pensare al podio come obiettivo ma giorno dopo giorno devo cercare di farmi trovare pronto».
Se parli di sterrato ricordando Campo Felice ecco che il discorso vira in automatico sul traguardo di domani. A Montalcino ne vedremo delle belle vero Ciccone? «Vero. E vi dico che su quelle strade può succedere di tutto. È una delle tappe decisive del Giro e ci vorrà anche tanta fortuna. Ma ora c’è prima il riposo e io mi sento davvero stanco». E chi non si sentirebbe così dopo i primi 10 giorni di Giro tra freddo, pioggia e fiammate in salita semplicemente micidiali! Come micidiale è stata ieri la Bora nel pilotare Peter Sagan davanti sul viale d’arrivo a Foligno. Ritmo infernale, saltano tanti velocisti e il tre volte campione del mondo vince a modo suo davanti a Gaviria e Cimolai. Pronti via e quando il gruppo sta ancora ammirando le bellezze dell’Abruzzo con il Gran Sasso sullo sfondo che piano piano si allontanava ecco la fuga di giornata con dentro sia un uomo del ds Donati (Bardiani) che dell’altro ds abruzzese Spezialetti (Androni). Pellaud e Marengo si ritrovano quel Tacco Van Der Hoorn che a Canale beffò il gruppo ma questa volta il colpo di mano non riesce e Peter Sagan a Foligno fa tappa e maglia (ciclamino della classifica a punti, quella rosa se la tiene stretta Bernal). Oggi il meritatissimo giorno di riposo, poi da domani si torna a fare sul serio con la tappa che partirà da Perugia per concludersi a Montalcino con tanti tratti in sterrato. Classica tappa 5 stelle e nuovo esame per Giulio Ciccone.
Arrivare con i primi anche domani significherebbe mettere definitivamente nel mirino il podio di Milano, al netto delle frasi di circostanza o delle smentite pro forma. Dicevamo dell’arrivederci al 2022 per il Giro d’Italia in Abruzzo. Che la corsa rosa non voglia fare a meno della nostra regione è cosa certa, che si stia già lavorando per il prossimo anno è altrettanto vero anche se il presidente della Regione Marco Marsilio glissa. «Noi di sicuro faremo di tutto per riportare il Giro ma la Rcs inizierà a pensare al 2022 solo dopo giugno». Ma quando gli diciamo la Costa dei Trabocchi e di una possibile cronometro con sfondo mozzafiato, Marsilio sorride. «Si, ci piacerebbe molto. Contiamo di completarla in estate e di poter ospitare una tappa meravigliosa. Potrebbe essere una delle cronometro più spettacolari del mondo». Come non dare ragione a Marsilio? L’Abruzzo si congeda, lancia un arrivederci da brivido al 2022 al Giro e tifa dalla tv i suoi campioni.