L’Abruzzo tifa Croazia, ma teme la Francia

Sebastiani (Pescara): «La difesa Bleus può fare la differenza». Campitelli (Teramo): «Punto sugli interisti di Dalic»
Come vent'anni fa, più di vent'anni fa. Cinque edizioni dopo il Mondiale mette nuovamente di fronte Francia e Croazia, ma se nella rassegna francese del '98 la sfida valeva l'accesso alla finalissima, questa volta in palio c'è la coppa più ambita. La solidità dei transalpini contro il talento balcanico, la velocità di Mbappe opposta alla fame di Mandzukic. E ancora la classe cristallina di Modric davanti alla sostanza di Pogba. Un confronto in grado di fornire mille temi e mille sfaccettature, analizzate dal nostro giornale grazie all'autorevole parere di numerosi addetti ai lavori. Si tiferà Croazia, ma il pronostico pende, leggermente, a favore della Francia.
Il primo che conferma questa sensazione è il presidente del Pescara Daniele Sebastiani: «Mi piacerebbe che ad alzare il trofeo fossero i croati, ma la Francia è la squadra che ha fatto vedere le cose migliori da inizio torneo e per questo merita i favori del pronostico. Entrambi i collettivi hanno ottime individualità, secondo me la differenza può farla la miglior difesa di Deschamps che ha dimostrato grande solidità». A fargli eco è il suo omologo Luciano Campitelli, presidente del Teramo: «Tifo Croazia ma temo una vittoria Francese», dice con il sorriso. «I Bleus hanno giocatori di primissimo livello lì davanti, come Griezmann, Mbappe e Giroud, che tra i tre è il meno appariscente ma lavora tanto per la squadra. Tuttavia il mio cuore interista si affida a Perisic e Brozovic per regalare al calcio una favola».
Chi, invece, pensa che i due giocatori nerazzurri possano fare la differenza è Antonio Martorella, magari imbeccati dalla sapiente regia di Luka Modric: «Dico Croazia dall'inizio del mondiale e lo confermo. Anzi, mi sbilancio: il centrocampista del Real Madrid sarà l'uomo chiave della finale, alzerà al cielo la Coppa del Mondo e a dicembre il Pallone d'Oro. C'è da dire che la Francia arriva all'appuntamento in versione 'risparmio energetico', avendo ottenuto sempre il massimo risultato con il minimo sforzo. Ma il mio pronostico è per i croati». Lo segue il tecnico del Lanciano Alessandro Del Grosso: «Non mi sorprenderebbe vedere la Croazia sul tetto del mondo. E' stato un mondiale in cui il collettivo ha vinto sulle individualità, basti pensare alla fine hanno fatto Ronaldo, Messi e Neymar. Alla Francia va riconosciuto il merito di aver lanciato diversi giovani di valore, cosa che qui da noi riesce poco e male». A votare Francia c'è Massimo Epifani, da poco approdato sulla panchina del Fano, che si unisce nel suo pensiero a quello di Sebastiani e Campitelli: «E' la partita più importante che un calciatore possa giocare, vedo molto equilibrio e la possibilità di prolungare la gara fino ai rigori. Sarebbe bello che a vincere fosse una piccola nazione come la Croazia, ma i francesi sono più esperti e hanno più frecce nel loro arco. Per questo partono avanti nel pronostico». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina: «La Croazia è un meraviglioso spot per il calcio, sta dimostrando che non esistono traguardi impossibili da raggiungere. Un paese di 4 milioni di abitanti, in pratica più piccolo della sola Roma, che riesce ad arrivare così in alto. Detto questo il pronostico è dalla parte francese, ma si sa che i pronostici sono fatti per essere ribaltati. Chissà che non avvenga anche questa volta...». A 'ribaltarlo' ci pensa Pierluigi Iervese: «Tifo Croazia e la vedo favorita. Ha una mix di qualità ed entusiasmo che può risultare determinante. Modric può essere l'uomo decisivo e in caso di successo diventerebbe un serissimo candidato al prossimo Pallone d'Oro». Anche Gianluca Colonnello è dello stesso avviso: «Per quanto fatto vedere finora, la Croazia ha tutte le carte in regola per vincere. Sarebbe un qualcosa di unico veder trionfare un paese così piccolo, anche se sempre molto bravo nello sfornare atleti, non solo nel calcio. Ricordiamoci che a Francia '98 quella squadra aveva gente del calibro di Boban e Suker. Oggi invece dico Modric come uomo chiave».
Dalla Russia, dov'è stato impegnato con la Nazionale nella Legends Super Cup, dice la sua anche l'allenatore della Primavera del Pescara Luciano Zauri: «La Croazia è l'emblema del mondiale. Tatticamente intelligente, dotata di forza fisica e con diversi giocatori in grado di risolvere la partita da soli. Dall'altro lato la Francia, squadra esperta e imbottita di campioni, capace di giocare il miglior calcio della competizione. Per questo do ai transalpini i favori del pronostico, ma la Croazia potrebbe regalarci una sorpresa che sorpresa non sarebbe». Anche il neo tecnico del Francavilla Paolo Rachini vota Francia «ma tifo Croazia», sottolinea. «E' una finale che non mi stupisce tra due squadre che hanno meritato il traguardo. Pogba può fare la differenza con i suoi inserimenti, ma occhio ai calci piazzati: entrambe le squadre hanno centrali difensivi in grado di portarsi in avanti far mal ai portieri avversari». Infine Fabrizio Cammarata, che non sbilancia sul pronostico ma solo sul tifo: «Mi aspetto una partita bloccata, decisa dal colpo del campione. Quale? Griezmann per la Francia e Mandzukic per la Croazia. Chi arriva in finale lo merita sempre, anche se alla vigilia i pronostici erano per gli altri. Sfida da 50-50 ma io tifo Croazia».
Adriano De Stephanis
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