L’Adriatica Press Teramo paga l’inizio negativo

27 Gennaio 2020

Primi venti minuti da horror, poi dopo l’intervallo squadra più cattiva in difesa e più precisa in attacco

TERAMO . Le due facce di questa stagione racchiuse in quaranta minuti. L’Adriatica Press Teramo offre prima il peggio di sé e poi una delle sue parti migliori. Ma, alla fine, deve arrendersi, ancora una volta, sul parquet amico. E, per fortuna, che le dirette concorrenti non fanno meglio con la situazione di classifica che resta tale con una giornata in meno da giocare. Primi venti minuti da horror o quasi per i teramani, scesi in campo con l’intento di dedicare un’eventuale successo all’assistente di coach Cilio, Luca D’Angelo che, nella tarda serata di Sabato, ha perso la madre. Ma, niente di tutto questo. Anzi, Civitanova degli ex Domizioli, Di Francesco e Valerio Amoroso, applaudito e “bersagliato” per foto e selfie, non ha neanche dovuto faticare più del dovuto per chiudere avanti sia il primo che il secondo periodo. Sei punti appena segnati nei primi dieci minuti, la miseria di sedici andando al riposo. Che questa squadra possa avere problemi a trovare la via del canestro con una certa continuità è palese nonostante i nuovi arrivi, ma così è davvero impossibile solo sperare di poter vincere contro chiunque. Dopo l’intervallo, sul parquet, ecco la versione migliore, cattiva in difesa e più precisa in attacco dove, pian piano, l’Adriatica Press Teramo ha racimolato qualcosa a Civitanova che si è trovata in difficoltà. Meno dieci con Montanari, 30-40, -11 sul 32-43 con capitan Di Bonaventura & compagni capaci, in poco più di cinque minuti nel terzo quarto, di segnare quanto fatto in tutto il primo tempo, 16 punti. Con il passare dei minuti, il ritorno di Cucchiaro e la verve di Di Bonaventura, i teramani sono riusciti a rientrare in partita: 46-55 al 33’. Meno sei con la tripla di Lestini, 49-55 fino al -3 siglato sempre da Cucchiaro, 53-56. Cinque giri di lancette prima della sirena finale, c’è tutto il tempo per concretizzare la rimonta ma, nella sagra delle occasioni perse di questa stagione, vedasi gare interne contro Piacenza e Jesi, ecco un’altra pagina: 56-58 sempre con Lestini al 37’ ma senza aver la forza per cercare la parità e quindi il sorpasso. E così Civitanova esulta mentre l’Adriatica Press Teramo si lecca ancora le ferite.
Matteo Falzon
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