L’Adriatico è vuoto, gli ultrà fuori per protesta

Allo stadio presenti meno di 1000 spettatori. In tribuna spunta il presidente del Cagliari Giulini
PESCARA . Il ritorno alla normalità nell'accesso agli stadi è ancora lontano, ma un lento riavvicinamento è stato avviato compatibilmente con il controllo della crisi generata dal Covid. È uno stadio Adriatico ancora quasi spettrale quello che accoglie i primi calci significativi della stagione. Ai tornelli sono minuziosi i controlli per entrare, con l'attestazione del Green pass primo e unico elemento selettivo, e disponibilità dell'immancabile mascherina. Poco numerose le code alle entrate, nella norma per un flusso tutto sommato regolare, tenuto conto delle circostanze. Tifosi sempre vicini ai colori biancazzurri anche se solo fuori dallo stadio per le limitazioni imposte dalla pandemia che non consentono un pieno ricongiungimento sugli spalti per sostenere a dovere la squadra. Come preannunciato dal comunicato, il club Pescara Rangers ha raccolto le proprie forze dietro la curva Nord in attesa di poter tornare sugli spalti dell'Adriatico senza la presenza di quei limiti che snaturerebbero il loro modo di sostenere il Delfino. Da prima dell'inizio della gara hanno fatto arrivare la propria voce fin dentro al campo con i cori e gli incitamenti imbastiti tra lo sventolio delle bandiere ed il colore delle torce, andando avanti per tutta la durata della contesa. Indubbiamente la voglia di tornare presenti ed in prima linea dentro lo stadio è tanta; un'assenza forzata che dura da circa un anno e mezzo, con un pronto ritorno auspicato da tutto il mondo del calcio ma che deve fare ancora i conti con statistiche e previsioni sul contenimento della pandemia. Per l'esordio dei biancazzurri il terreno si presenta a chiare macchie di leopardo, con evidenti zone poco irrorate che hanno reso la praticabilità sicuramente più problematica. Una novità positiva è rappresentata dal timer del tempo di gara che è posto chiaramente sul tabellone principale sulla curva Sud. Sicuramente migliorabile invece, per tifosi e stampa, l'evidenza del numero sulle maglie a strisce biancazzurre. Alla spicciolata sugli spalti (chiusa solo la curva sud) i pochi tifosi e gli addetti ai lavori in una serata quasi afosa, che si confondono con i variegati colori dei seggiolini. Almeno apparentemente ben distanziati tra loro, presenti meno di mille spettatori, complice anche il periodo di ferie ed i limiti pandemici, e fatto salvo il probabile minor interesse per il decadimento nella categoria inferiore. Sugli spalti presente Alessandro Marino, pescarese doc, imprenditore e presidente dell'Olbia, con un passato nella giovanili del Pescara, nonché stretto collaboratore del presidente del Cagliari Tommaso Giulini, anch'egli all'Adriatico per la prima gara ufficiale della stagione della squadra degli olbiesi.
Paolo Toro

