L’Allegri furioso insulta l’Inter: «Siete delle m..., arrivate sesti»

28 Aprile 2023

Mercoledì sera al rientro negli spogliatoi lo sfogo dell’allenatore, poi calmatosi davanti alle televisioni Finale il 24 maggio all’Olimpico: i nerazzurri troveranno la Fiorentina che ha eliminato la Cremonese

MILANO. L’Allegri furioso. Pacato ai microfoni delle tv, durissimo negli spogliatoi del Meazza. È questo il retroscena di una serata a nervi tesi in casa Juventus, dopo la sconfitta per 1-0 con l’Inter, con Massimiliano Allegri che si è reso protagonista di un attacco agli interisti: "Siete delle m…, ma tanto arrivate sesti", avrebbe detto il tecnico bianconero prima di entrare nello spogliatoio e dire ai suoi: "Dobbiamo arrivare davanti a loro in campionato, non dobbiamo mandarli in Champions".
Non si sa cosa abbia innescato la furia di Allegri, ma certamente la reazione è stata sopra le righe per uno come il tecnico livornese e figlia, probabilmente, di una doppia semifinale caldissima già dopo la gara di andata, terminata 1-1 e con un finale teso. Nei minuti concitati dello Stadium, culminati con la doppia espulsione di Handanovic e Cuadrado, tra i protagonisti della gazzarra c'era stato, ad esempio, il dirigente nerazzurro Dario Baccin, poi multato dal giudice sportivo, uno di quelli contro cui si sarebbe scagliato l'allenatore della Juve. E il clima, storicamente molto caldo, tra i due club, non si è dunque raffreddato nemmeno mercoledì sera. A tal punto da coinvolgere anche Beppe Marotta con cui Allegri ha lavorato in passato alla Juve. Resta da capire se lo sfogo di Max sia stato ascoltato e "refertato" dagli ispettori federali e se porterà quindi a una squalifica, la seconda in pochi giorni dopo quella comminata al suo vice Landucci per gli insulti a Spalletti dopo Juventus-Napoli. Sta di fatto che al Meazza è andato in fumo un obiettivo.
Fase calante. O bianco o nero, alla Juventus non c'è mai una via di mezzo. La restituzione dei 15 punti, almeno fino a nuova sentenza, aveva alimentato entusiasmo e prospettive interessanti per il finale di stagione, eppure la squadra di Massimiliano Allegri non ha saputo rispondere sul campo. Anzi, aprile è stato il mese del tracollo: la conquista della semifinale di Europa League ha 'oscurato’ solo in parte i disastri in campionato e la fresca eliminazione dalla coppa Italia. Su otto partite disputate, i bianconeri sono stati capaci di vincerne soltanto due, mentre a San Siro contro l'Inter è arrivata la quarta sconfitta nelle ultime sei gare tra tutte le competizioni. L'attenzione è tutta su Vlahovic, il quale ha una caviglia malconcia: si tenta un disperato recupero per andare almeno in panchina domenica a Bologna.
Inzaghi rivalutato. «Mister gara secca» o «Re di coppe», chiamatelo come volete, ma la sostanza non cambia. Quando c’è un traguardo da raggiungere nei 90 minuti, Simone Inzaghi e la sua Inter non sbagliano mai. È stato così anche stavolta, con la seconda finale di Coppa Italia consecutiva raggiunta (una «doppietta» riuscita in passato solo nel 2009-10 contro la Roma e nel 2010-11 contro il Palermo), e se il 24 maggio (contro la Fiorentina che ha eliminato la Cremonese grazie al 2-0 dell’andata a cui ha fatto seguito lo 0-0 di ieri sera) tutto andrà come sperano i nerazzurri, per Inzaghi sarebbe la seconda accoppiata consecutiva Supercoppa italiana - Coppa Italia (l’Inter si è anche guadagnata un posto nella prossima Supercoppa italiana, che prevede un nuovo format con le final four), niente male per chi vive da mesi sul filo del rasoio e che a causa dei troppi punti persi in campionato per molti è già un ex. Tutto questo senza dimenticare la semifinale di Champions raggiunta dopo 13 anni e un euroderby con il Milan che potrebbe aprire scenari inimmaginabili. E che potrebbe cambiare anche prospettive e giudizi sull’allenatore, fino a qualche settimana fa nel mirino della critica.
Angelo Caradonna