L’appello di Moreno «Contro la capolista contropiede veloce»

Il play della Mec Energy Roseto presenta la gara di Brescia «Li abbiamo già battuti all’andata ma vorranno rifarsi»
ROSETO. Che la Mec Energy Roseto di quest’anno sia una squadra che gira a mille, lo certificano indubbiamente i tanti punti in classifica e il bel gioco in transizione che ha contribuito a riempire gli spalti del PalaMaggetti. Una squadra che Tony Trullo, nel doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo, si è costruito a sua immagine e somiglianza, con tanti giocatori pescati sul mercato dopo tante considerazioni tecniche, fisiche, ma anche umane. Il primo tassello nella costruzione del roster di quest’anno è stata la conferma di Yankiel Moreno, polivalente atleta che nel rapporto con il coach ha visto per primo la possibilità di un definitivo lancio ai piani alti della pallacanestro italiana: «Io volevo rimanere a Roseto non per soldi, ma perché sapevo che sarebbe stato importante per la mia crescita», racconta Moreno, che poi annuisce quando gli si ricordano i complimenti di Crespi domenica scorsa: «Le parole del coach mi fanno piacere, avevo 18 anni quando giocavo contro le sue squadre», ricorda Yan, «è passato qualche anno, e so che se volevo giocare ad alto livello avrei dovuto cambiare il mio atteggiamento in campo». Quindi restare a Roseto ha avuto la sua logica: «Sì, è il secondo anno di lavoro con il coach e siamo partiti subito col pensiero che devo giocare da playmaker». Finalmente una specializzazione dopo che l’anno scorso in Silver diventò famoso in tutta Italia per aver giocato in ben 4 ruoli su 5: «Quest’anno con l’A2 unica il livello è più alto, la squadra completa, quindi posso dedicarmi a fare il play, spero con buoni risultati». In effetti i tabellini certificano che nonostante il salto di categoria, Moreno abbia confermato i suoi numeri, migliorando addirittura le percentuali al tiro: «Frutto anche della tranquillità con cui giochiamo insieme», racconta il cubano, «in questa squadra puoi dedicarti anima e corpo alla difesa, perché ognuno di noi è sicuro di avere buoni tiri da prendersi in attacco; domenica scorsa ad esempio, sono stato felice di ricevere i complimenti del coach a fine gara, anche se avevo segnato solo 4 punti e giocato qualche minuto meno degli altri: Trullo invece ci ha tenuto a dirmi che ero andato bene e che questo modo di giocare ci servirà molto in futuro».
Una percorso di maturazione nel quale si è inserita anche la tua famiglia, visto che dopo tanto tribolare sono finalmente arrivati da Cuba tua moglie Yoleimi e tua figlia Sofia: «Mi ci devo riabituare, di certo adesso ho meno tempo libero, ma la felicità non ha prezzo», sorride divertito Yankiel, che poi inquadra il prossimo match: «Domenica si va a Brescia, prima in classifica che nell’andata riuscimmo a battere (il match andrà in diretta Sky alle ore 14,15, ndc); loro ci aspetteranno per rifarsi, noi dovremo esser pronti ad aggredire la partita e correre veloci in contropiede, senza ripetere gli errori di nervosismo di Trieste».
Marco Rapone
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