L’appoggio della Figc: diamo un’opportunità ai giovani per esplodere

PESCARA. Presidente dei dilettanti nonché memoria storica del movimento abruzzese. Daniele Ortolano (nella foto), 65 anni, pescarese, ex medico ospedaliere in pensione, è capo del comitato regionale...
PESCARA. Presidente dei dilettanti nonché memoria storica del movimento abruzzese. Daniele Ortolano (nella foto), 65 anni, pescarese, ex medico ospedaliere in pensione, è capo del comitato regionale della Figc dal 2002. E, in precedenza, è stato membro del direttivo nonché presidente della Renato Curi che in passato ha sfornato fiori di giocatori che poi sono saliti nei campionati professionistici.
Presidente Ortolano, quanti sono i dilettanti in Abruzzo?
«I tesserati sono circa 33.000, di cui 18.000 nel settore giovanile e 15 affiliati alla Lega nazionale dilettanti. Complessivamente sono 430 le società».
Il fiore all’occhiello è il campionato di Eccellenza.
«Che mai come in questa stagione è equilibrato e appassionante. Il nostro è un movimento vivace e interessante».
Che però ha perso per strada una squadra, il Borrello.
«E’ la prima volta che accade. Purtroppo, nemmeno noi siamo immuni dagli effetti della crisi».
Quali sono gli effetti della crisi sui dilettanti?
«In primis c’è stato un significativo ridimensionamento dei rimborsi spesa ai tesserati. Probabilmente, si è passati da un eccesso all’altro. Prima circolavano troppi soldi, adesso davvero pochi. Gli effetti della crisi si avvertono anche nei settori giovanili. Oggi più che mai mancano anche i soldi per far circolare i pulmini che portano i ragazzi a giocare».
In passato i dilettanti hanno sfornato fior di giocatori per il calcio professionistico.
«Certo, in Eccellellenza, con la Renato Curi, ha giocato Fabio Grosso che poi, nel 2006, è diventato campione del mondo. Ma ci sono altri esempi, tipo Sansone che oggi gioca a Bologna e che si è fatto le ossa nel Montorio. Per non parlare dei vari Scipioni e Di Paolantonio che hanno giocato in Eccellenza con il San Nicolò e oggi sono protagonisti nel Teramo in Lega Pro».
E oggi?
«I talenti in giro ci sono. Poi, chiaramente, per diventare calciatori professionisti hanno bisogno delle opportunità che, purtroppo, i club di serie A e B concedono raramente, preferendo andare a prendere giocatori all’estero. E’ un male risaputo del calcio italiano che si ripercuote anche sul nostro movimento. Spero che l’iniziativa delquotidiano il Centro, denominata Vota il migliore, aiuti i giovani ad avere una vetrina in più per spiccare il volo verso il grande calcio».©RIPRODUZIONE RISERVATA

