L’Aquila, altri tre punti per sperare

Due gol in 13’ per battere il Santarcangelo, poi gol ospite e sofferenza nel finale. Reggiana a -3 (ma deve recuperare)
L’AQUILA. Quarta vittoria nelle ultime cinque uscite, seconda consecutiva in casa e terza di fila. Dare i numeri, stavolta, non è peccato. Per i rossoblù, che si accingono a chiudere il ciclo di ferro di cinque partite in sedici giorni con il turno di giovedì santo in casa del Savona, il successo sul Santarcangelo continua a tenere accesa la speranza. Il terzo posto occupato dalla Reggiana (che deve recuperare la partita in casa contro il Pisa mercoledì 8 aprile alle 20,45) è ora distante appena tre punti. L’Aquila è quarta da sola a quota 51. E visto che per i rimpianti c’è tempo, occorre pensare, ora, a come poter incrementare il bottino che nelle ultime cinque sfide ha fruttato 12 punti. Un cammino da play off, una parola tornata a circolare tra i dirigenti (e non) dopo la depressione collettiva della doppia sconfitta consecutiva al Fattori retaggio del marzo pazzo dei rossoblù.
Per segnare due gol al Santarcangelo bastano appena 13’, e un’indecisione del portiere romagnolo Nardi (un déjà vu della precedente gara casalinga contro il Tuttocuoio)che mette tutto in discesa. Per portare a casa i tre punti bisogna aspettare, invece, che anche i crampi di Triarico nei minuti di recupero vadano a posto e che, finalmente, l’arbitro mandi tutti a pranzo nella Domenica delle Palme.
Tutto facile, allora? No. Ma comunque la squadra aquilana, pur boccheggiando nella parte finale del confronto, di rischi seri ne corre forse uno solo. Già, perché se al 5’ la punizione di Corapi saltella dentro la porta di Nardi (che mette le mani avanti ma la vede solo passare) e il capitano Pomante, appena 8’ dopo, si avvita come un centravanti sul primo palo per mandare il pallone sul secondo rischiando di sfasciarsi una spalla, a ravvivare la giornata senza cori (ultrà in sciopero appostati alla curva truscianti) ci pensa un sinistro a giro di De Respinis a rimettere in pista gli ospiti. Nella ripresa, al 30’, l’attaccante Graziani subentrato a Guidone si mangia il 2-2 davanti alla porta. Ma stavolta la beffa non arriva. I segnali positivi superano quelli negativi, almeno in questa fase.
L’Aquila, che d’ora in avanti è da un lato arbitra del proprio destino e dall’altro aspetta che le altre inciampino da qualche parte, si mette con i due mediani Djuric e De Francesco che garantiscono freschezza e abnegazione ma scontano qualche peccato di gioventù (vedasi gol ospite) e un Corapi libero di spaziare venti metri più avanti con Virdis terminale offensivo. Il primo tempo, gol a parte, regala anche il mancato centro dello stesso Virdis su lancio di Di Francesco.
Nella ripresa il repentino gol ospite spinge Zavettieri a rimescolare le carte. C’è spazio per Perpetuini (in costante miglioramento), Sandomenico e Pozzebon. Il terzo gol non arriva, ma non se ne lamenta quasi nessuno.
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