L’Aquila, arrivano 35mila euro per le vecchie pendenze

Qualcosa si muove in casa L'Aquila. Dopo le dichiarazioni dell'avvocato Stefano Marrelli, membro del comitato dei garanti, che ha paventato l'ipotesi concreta del fallimento della società, arrivano i...
Qualcosa si muove in casa L'Aquila. Dopo le dichiarazioni dell'avvocato Stefano Marrelli, membro del comitato dei garanti, che ha paventato l'ipotesi concreta del fallimento della società, arrivano i primi soldi da parte dei vecchi soci per far fronte ai debiti della passata stagione. Ieri è arrivato un acconto di circa 35mila euro per il pagamento delle transazioni con alcuni giocatori dello scorso campionato. E' solo una parte della somma che serve per far fronte alle scadenze più impellenti e chiudere le pendenze con i vecchi tesserati. Una cosa è certa: le dure e chiare parole di Marrelli hanno sortito l'effetto sperato e qualche passo in avanti è stato fatto. La trattativa per la cessione del 71% delle quote al gruppo Fioravanti, però, resta ingarbugliata.
Una domanda sorge spontanea: se dopo un mese ci sono i primi problemi, quanto sarà lungo e problematico il percorso che dovrà portare all'abbattimento di oltre due milioni di euro di debiti? Una risposta convincente ad oggi non c'è. Intanto, la squadra cerca di estraniarsi dalle vicende societarie e prepara la trasferta di domenica con la vice capolista Sangiustese. La replica di Ranucci. Dopo la sentenza del tribunale federale nazionale che lo ha inibito per quattro mesi per due vecchi deferimenti, Antonio Ranucci si difende. L'amministratore unico dell'Aquila non ci sta per l'inibizione dovuta al mancato adempimento da parte della società di corrispondere all'ex calciatore rossoblù Ettore Filippelli (stagione 2014-2015) la somma di circa 5mila euro. «La mia inibizione è assolutamente ingiusta. Al pagamento avrebbe dovuto provvedere la Lega Pro, come poi ha fatto, perché loro avevano in mano da parecchio tempo i soldi derivanti dall'esclusione della fideiussione. E' stata la Lega Pro che ha tardato a fare il pagamento. La Procura federale aveva chiesto un punto di penalizzazione per L'Aquila, ma questo non è avvenuto perché i giudici si sono resi conto dell'assoluta estraneità della società. Quando c'è di mezzo L'Aquila, però, non c'è mai nessuna forma di comprensione. Avrei tutte le ragioni del mondo per ricorrere in appello, ma lascio perdere perché con tutti i problemi che ci sono da affrontare non posso pensare alla mia inibizione».
Giammarco Giardini
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