L’Aquila, braccio di ferro coi dissidenti

Il dg Aureli sui 6 calciatori “ammunitati”: nessuno li ha cacciati, società parte lesa
L’AQUILA. «I giocatori sono andati via mercoledì sera. Il sindacato gli aveva consigliato di rimettersi a disposizione della squadra e li abbiamo convocati per motivi burocratici. In questa situazione paradossale dovevamo reintegrali ma non si sono allenati perché sono stati esonerati nell'allenamento. Non rientrano nella rosa di mister Battistini di queste tre partite. Sono andati via e non ci occorrono, stiamo bene con l'attuale gruppo composto da numerosi giovani che stanno facendo molto bene». Così il direttore generale dell'Aquila, Fabio Aureli, sull'inatteso e momentaneo ritorno mercoledì scorso dei sei “ammutinati” La Vista, Sembroni, Bonvissuto, Zane, Brenci e Russo che nel mese di marzo si sono rapportati con l'amministratore unico del club rossoblù Ranucci nel concludere anzi tempo il rapporto con il club. I sei, assistiti dal legale Federico Schiavoni, avvocato dell'Assocalciatori (Aic), torneranno nel capoluogo abruzzese tra una settimana per un incontro con la società rappresentata dal legale Fabio Giotti. «Nei dilettanti non esiste rescissione quindi restano tesserati con L'Aquila fino a fine stagione», ha continuato Aureli, «A marzo c'è stato un accordo di transazione e sono stati approfonditi successivamente alcuni aspetti giuridici dai legali. A marzo nessuno li ha cacciati: sono stati loro a esprimere la volontà di andar via prima della fine del campionato». La società che in questa vicenda si ritiene «parte lesa per un danno esistente» quando riterrà opportuno liquiderà gli stipendi di gennaio e febbraio ai sei giocatori. «Il fatto che siano andati via ci ha apportato un danno esistente a livello di incasso e introiti», ha spiegato Aureli, «i giocatori verranno pagati quando riterremo opportuno. Sappiamo che dobbiamo pagarli». Per onor di cronaca soltanto mercoledì i giocatori avevano sostenuto di essersi allenati e il loro legale aveva dichiarato che i sei erano stati richiamati dalla società sportiva e quindi erano tornati in città. (a.l.)
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