L’Aquila centra la terza vittoria di fila

Un gol per tempo per battere la storica rivale Torres: decidono Russo e Brenci. L’arbitro assegna un rigore e se lo rimangia
L’AQUILA. Contro la storica rivale Torres (che il 29 maggio 1993, nell’infausto spareggio del Flaminio, le tolse inopinatamente la C2), L’Aquila si vendica con qualche anno di ritardo. Altri tempi, quelli. Testimone di quel passato il portiere sardo Tore Pinna, 41 anni, migliore in campo in assoluto, uscito tra gli applausi di tutto lo stadio. Oggi che la Torres annaspa a fondo classifica, e L’Aquila cerca ancora una sua identità dopo la retrocessione in un campionato che la vede già inseguire dopo appena 8 giornate, le differenze si vedono. I rossoblù, con un gol per tempo, archiviano la pratica. Chissà se si va contro il progetto nel dire che la squadra di Morgia rischia di prendere il gol del pareggio al 43’ (e meno male che Diktevicius, sulla linea, ci mette una pezza). Dal possibile pareggio al gol-vittoria di Brenci, nello stesso minuto: 2-0. Poi – tanto per ricordare a tutti in che razza di categoria le scelte scellerate dell’attuale dirigenza hanno precipitato la squadra – c’è pure un rigore prima assegnato all’Aquila e poi rimangiato dal ripensamento di un assistente arbitrale che segnala, invece, un fallo di Ganci. E meno male che la decisione di Mezzalira finirà col non incidere sul risultato finale.
Al netto di tutto questo, la gara contro la Torres regala, tra le poche certezze, quella del terzo successo consecutivo. Il mini-ciclo positivo mantiene la squadra aquilana a due punti dal terzetto di testa – Albalonga, Rieti e Ostiamare, queste ultime due già affrontate, mentre alla prima si andrà a far visita tra tre giornate – e spande ottimismo nell’ambiente, così assecondando i desideri del tecnico-guru Morgia. L’altro aspetto positivo, e non è cosa da poco, è un generale miglioramento nella costruzione della manovra, che pecca ancora nella fase realizzativa, anche se questo è noto a tutti. Eppure, contro una Torres mai doma, i due gol legittimano appieno la supremazia rossoblù. A conti fatti, a parte la traversa di Mangiapane, nessun altro pericolo per il portierino Farroni, che ha 22 anni meno di Pinna ma se la cava già benone.
Nell’assetto disegnato da Morgia stavolta non c’è Zane. Minincleri arretra a centrocampo e in avanti ci si affida all’esperienza di Ganci e all’inventiva di Valenti e Russo.
Nei primi cinque minuti Pinna sale subito in cattedra respingendo prima su Minincleri e poi su Russo. Al 9’ suona la prima sveglia: Mangiapane prende la traversa. Poco dopo si esalta Farroni, che vola a respingere una punizione dello stesso Mangiapane. Che L’Aquila abbia tante doti, ma non certo la malizia, lo si nota al 31’ quando Diktevicius, agganciato in piena area di rigore, si rialza prima di farsi soffiare il pallone dalla difesa avversaria. Al 36’ l’episodio del rigore prima assegnato e poi revocato. Al 46’ L’Aquila è in vantaggio: Ganci nelle vesti di assist-man per Russo che infila il pallone di poco sotto la traversa.
Nella ripresa continua lo show personale del portiere sardo Pinna, unito alla scarsa vena dei rossoblù nel chiudere la gara. Minincleri gli tira addosso, Bartoccini (subentrato a Ganci) invece il tiro lo ritarda troppo, lo stesso Russo spreca ancora. Al 43’ Diktevicius s’immola su Ammoscato e da lì Russo riparte con un contropiede-capolavoro chiuso degnamente da Brenci. L’Aquila fa festa e prepara la trasferta di Civita Castellana in casa del Flaminia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

