L’Aquila chiude con un ko Il futuro è da scrivere

Al Fattori in un clima di lacrime e abbracci s’impone l’Accademia federale Troiani e Rotilio: «Noi abbiamo fatto il massimo, la palla alla città e alla società»
L’AQUILA. L’Accademia federale “Ivan Francescato” si impone 20-36 al Fattori e L’Aquila chiude il campionato con una sconfitta nella poule promozione 1 di serie A. I neroverdi, al termine di una stagione iniziata tra mille difficoltà e affrontata con tanti problemi, si fermano al quarto posto nel girone delle migliori e ora aspettano di conoscere programmi e futuro del club.
Il match inizia a viso aperto, con le squadre decise a guadagnare terreno. L’Accademia realizza subito due mete, la prima propiziata da una bella azione dell’apertura Filippo Di Marco, aquilano ed ex di turno, ma il pack neroverde risponde con Alberto Grassi, che schiaccia al centro dei pali. Prima dell’intervallo segnano ancora gli accademici, ma Palmisano centra i pali dalla piazzola e l’ala Andrea Ciofani schiaccia alla bandierina per il parziale di 15-17.
Nella ripresa esce fuori la maggior fisicità delle giovani promesse del rugby italiano, che segnano tre mete (due nel finale fotocopia del neoentrato Mattia Giovannini), intervallate dalla meta di capitan Carlo Cerasoli.
«Voglio ringraziare lo staff», sottolinea il direttore tecnico neroverde Vincenzo Troiani, visibilmente commosso. «Hanno fatto un ottimo lavoro, permettendomi di lavorare con serenità ed efficacia. Ringrazio questi ragazzi, che da questa stagione hanno imparato la parola resilienza. Hanno resistito oltre il limite fisico possibile, e sicuramente ritornerà loro utile per le stagioni future. Grazie, ovviamente, ai tifosi che ci hanno seguito per tutta la stagione. Ora la palla passa alla parte politica, perché la parte tecnica ha fatto il suo percorso. Sono convinto che solo l’unione delle forze potrà dare inizio al nuovo percorso del rugby in città».
D’accordo anche l’allenatore Pierpaolo Rotilio, in un clima da ultimo giorno di scuola con lacrime e abbracci. «Abbiamo fatto il possibile, cercato l’impossibile, ci siamo anche organizzati per i miracoli ma più di questo non siamo riusciti a fare», queste le parole dell’allenatore. «Credo che la squadra abbia dato tutto quello che si poteva dare, alla città e al rugby. La città, in tante occasioni, ha restituito l’entusiasmo e le emozioni che ha ricevuto. Ringrazio tutti per la fiducia e le belle emozioni in campo e fuori. Ora, se si vuole davvero crescere e riportare il rugby aquilano ai livelli che merita, la palla passa a società e città».
Felici i due ex più attesi dell’Accademia. «È sempre emozionante tornare all’Aquila», dice il tecnico Raineri, «una piazza speciale nonostante i problemi passati e presenti». Circondato da amici e familiari Filippo Di Marco. «Ho sentito tanta pressione», dice l’apertura, «come con la maglia azzurra nel Mondiale U20. Volevo dimostrare alla città che mi ha cresciuto il mio potenziale».
Tommaso Cantalini
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