L’Aquila e Francavilla, pareggio nel gelo

Un tempo a testa: i giallorossi sprecano con Amenta, i rossoblù con Ibe. Due reti annullate ai padroni di casa
L’AQUILA. Chi ha la società non ha la squadra, chi ha la squadra non ha la società. L’eterna storia del pane e dei denti. La sintesi brutale del pensiero di patron Candeloro, che ha parole di grande fair play nei confronti dell’Aquila – tanto che gli chiedono da più parti di inserire anche il club rossoblù nella “filiera” di quelle realtà sulle quali l’imprenditore vorrebbe gettare altri soldi – è quasi perfetta per raccontare il derby. Ma anche tutta una stagione di due squadre che viaggiano a braccetto.
I rossoblù, come noto, spremendo l’olio dai sassi, hanno messo insieme 38 sudati punti. E hanno giocato, finora, sempre una doppia partita: una in campo e l’altra fuori. Che mercoledì vive un turno infrasettimanale mica da poco: approvazione del bilancio oppure il baratro.
I giallorossi, stessi punti, pensavano, magari, di stare tra Matelica e Vis Pesaro nello sprint finale. Questi erano, almeno, i desideri iniziali.
E invece eccole, le due squadre, correre, su un campo gelato, senza risparmio. Ma, soprattutto, senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. E il senso di questa stagione. Il pareggio senza gol (ai punti meglio L’Aquila), paradossalmente, avvicina entrambe ai play off di un altro punto, vista la caduta libera della Vastese. Eppure non risolve la crisi d’identità delle due compagini. Che non vogliono vedersi affibbiare l’etichetta delle grandi incompiute. Il verdetto arriverà a fine stagione. O prima, sul fronte L’Aquila.
Intanto, la gara alla quale assistono meno di 400 temerari (una decina i tifosi ospiti, che vanno via anzitempo per protesta contro la disposizione di togliere gli striscioni) è godibile. In un contesto ambientale difficile. Un tempo a testa, anche qui per semplificare. E due grosse occasioni, una per parte. Amenta (poi costretto a uscire in barella causa infortunio muscolare) per gli ospiti al 35’ del primo tempo. Ibe per L’Aquila al 10’ della ripresa. In mezzo, due gol annullati ai rossoblù (fuorigioco il primo, l’altro per fallo), una quantità industriale di colpi proibiti (la sfida, qui, la vince tanto a poco il Francavilla), qualche buono spunto, altre occasioni da gol infilate, specialmente nella seconda parte della gara dall’Aquila. Che stringe d’assedio gli ospiti, apparsi, a un certo punto, più contenti di tornarsene a casa col punto che senza niente, alla Catalano. All’Aquila manca il Boldrini dei tempi migliori. Al Francavilla un attacco di peso che possa cambiare il corso delle cose. La rincorsa ai play off prosegue per entrambe. E per L’Aquila anche quella alla salvezza (societaria).
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