L’Aquila fa la capolista e s’impone sul Matelica

9 Aprile 2018

Vittoria in rimonta dei rossoblù. Padovani replica alla rete-lampo di Tonelli Decisivo Boldrini (ex a mezzo servizio per infortunio) che trova il gol-capolavoro

L’AQUILA. Tutto inizia in un silenzio irreale. Col minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del terremoto. Ma alla fine lo stadio è in festa, in un tripudio di cori e abbracci in campo e sugli spalti, come ai vecchi tempi tra i professionisti. E a pensarci bene, questi calciatori, che chiamano dilettanti, professionisti lo sono per davvero.
Fine stagione, primi caldi, sirene delle altre squadre, salvezza ormai acquisita. Eppoi, perenne incertezza societaria, stipendi che mancano, precarietà di vita. Un mix pericoloso, che avrebbe potuto far scattare ben altri meccanismi. E invece la squadra rossoblù, opposta alla capolista Matelica, gioca alla pari, prende gol a freddo ma non si scompone e ne segna altri due. Riaprendo i giochi per il vertice. E accendendo ancora di più la sfida per un posto nei play off. Una vittoria in rimonta che entusiasma il pubblico (targa ricordo al decano dei tifosi, il 97enne Alfredo Manieri) e aumenta a dismisura i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere, e non è stato. Con il retrogusto amaro che, nonostante questa, e le altre vittorie, tutto questo, tra qualche tempo, potrebbe di nuovo finire. I risultati, da soli, non basteranno a salvare questo gruppo. Se non ci sarà una diretta assunzione di responsabilità da parte di quel che resta della dirigenza, ma anche della classe imprenditoriale e dirigente della città, il destino è già inevitabilmente segnato.
Meglio non pensarci, dunque, e fermare l’attimo sul successo dei rossoblù contro la squadra più accreditata per il salto di categoria. Che, specie nel secondo tempo, le prova davvero tutte per evitare la disfatta gettando nella mischia le migliori “risorse umane” a disposizione. Ma L’Aquila veste i panni della capolista e non se li toglie fino alla fine. Battistini ottiene il massimo dai suoi, affidandosi, in avanti, alla coppia De Iulis-Padovani, con Boldrini tra le linee, ma a mezzo servizio causa infortunio nel recupero col Campobasso. Il numero 10 non rincorre gli avversari e gioca praticamente da fermo. Ma, come dirà Battistini, tiene il piede ben caldo per la rete-capolavoro (il gol dell’ex) dopo appena 30 secondi della ripresa.
Eppure, le cose cominciano male. Il gol di Tonelli, libero, sul secondo palo, di ricevere e mettere dentro un pallone liscio come l’olio, potrebbe far perdere la testa a chiunque. Ma non a questo gruppo. E allora, il giovane Buscè se ne va da solo in area e viene steso, ma l’arbitro fa proseguire. Il gol è dietro l’angolo. Al 13’ Sieno mette dentro per Padovani che in acrobazia anticipa tutti e rimette le cose a posto. Poi comincia lo show di Farroni, in giornata di grazia. Dice no, nell’ordine, a Tonelli, Lo Sicco, Angelilli. In mezzo, un pallonetto di De Iulis che meriterebbe miglior sorte. Lo stesso attaccante, sostituito al 16’ della ripresa, ha un gesto di stizza e prende a pugni la panchina.
Il gioiello di Boldrini porta avanti L’Aquila, che potrebbe incrementare il vantaggio con Ibe (due volte nel giro di 3 minuti) e Di Paolo. Farroni, e l’amico palo, chiudono la saracinesca.
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