L’Aquila, festa continua Mantini e Alessandro piegano Il Delfino Curi

Accoglienza festosa dei pescaresi alla capolista già promossa in D Le due squadre non si risparmiano: decisivo il bomber rossoblù
il delfino curi1
L’Aquila2
IL DELFINO CURI PESCARA (4-3-3): Calore; Sabatini, Tamborriello, Di Giovacchino, Massa; Giuliodori, Palmentieri, Giannini (25’st Scotti); Corsini, Martella, Salvatore. A disposizione: Petricca, Di Giovacchino, Antonucci, Mandrone, Palmisano, Ascani, Marzucco, Dell’Elce. Allenatore: Bonati.
L’AQUILA 1927 (4-2-3-1): Barbagallo; Pietropaolo, Scipioni, Dinorcia (26’st Corticchia), Santirocco (21’st Shiba); Marchionni, Sorrini; Mantini, Brunetti, Massetti, Alessandro (30’st Diarra). Allenatore: Epifani.
Arbitro: Bognani di Lanciano.
Reti: 45’ pt Mantini, 18’st Corsini, 16’st Alessandro.
Note: espulso al 13’ st il presidente del Delfino Curi Quinto Paluzzi. Ammoniti Giannini e Dinorcia. Spettatori 400 circa con larga rappresentanza aquilana.
PESCARA
Clima di festa e cordialità per festeggiare la promozione in serie D dell’Aquila e l’ottimo campionato del Delfino Curi, ma vivace agonismo e qualche polemica durante e dopo la partita. Delfino Curi-L’Aquila è stata ritardata di venti minuti per dare spazio alla cerimonia di accoglienza che la società pescarese ha voluto riservare agli aquilani. Scambio di saluti e doni tra i sindaci delle due città: quello di Pescara Carlo Masci e Pierluigi Biondi di L’Aquila. E’ stato anche osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto del 2009, del quale il 6 aprile scorso ricorreva il quattordicesimo anniversario. Ma chi si aspettava un clima altrettanto amichevole in campo, tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere alla classifica, è stato smentito. Dopo pochi minuti, una entrata dura di Salvatore su Marchionni, provoca la reazione di quest’ultimo, ma senza conseguenze disciplinari. L’Aquila, per l’occasione schierata con i colori neroverdi dello stemma cittadino, fa capire sin dall’inizio di non volere fare sconti. Prende il comando del gioco, ma trova di fronte un avversario altrettanto motivato e vivace, desideroso di fare lo sgambetto alla capolista. Nel primo tempo le migliori occasioni sono aquilane, ma al 13’ i biancazzurri reclamano un fallo da rigore per un presunto intervento falloso su Salvatore avvenuto, però, dopo che aveva già calciato in porta. Le migliori azioni aquilane si svolgono soprattutto sulla catena di sinistra, dove agisce il funambolico Giannini. Suoi i traversoni che portano a pericolose conclusioni ravvicinate Scipioni al 21’ e Sorrini al 23’, entrambe neutralizzate da Calore. Allo scadere del primo tempo arriva il vantaggio aquilano. Su calcio d’angolo di Giannini, Mantini devia di testa in rete. La ripresa riserva maggiori emozioni, anche per il calo fisico delle squadre, che si allungano. Il Delfino si mostra per nulla arrendevole, e al 6’ raggiunge il pareggio con Corsini, abile a sfruttare un batti e ribatti nell’area aquilana. La squadra di Epifani non accetta il risultato e ricomincia a macinare gioco e a schiacciare il Delfino nella sue metà campo. Al 12’ Bognani assegna un rigore a L’Aquila per un fallo di mano dubbio su punizione di Massetti. La decisione provoca il plateale ingresso in campo del presidente Paluzzi, presente in panchina, che viene subito espulso dall’arbitro. Ci pensa Jonatan a rimettere gli animi a posto, calciando malamente e facendosi bloccare il tiro da Calore. Ma appena un minuto dopo si riscatta, siglando la rete della vittoria con un colpo di testa. Scontro verbale al 42’ tra due compagni aquilani. Il subentrato Shiba, lanciato in contropiede, potrebbe servire per una comoda conclusione a rete Giannini. Ma lo ignora volontariamente e preferisce cercare la conclusione personale, facendosela parare.
Roberto Ragonese
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Aquila2
IL DELFINO CURI PESCARA (4-3-3): Calore; Sabatini, Tamborriello, Di Giovacchino, Massa; Giuliodori, Palmentieri, Giannini (25’st Scotti); Corsini, Martella, Salvatore. A disposizione: Petricca, Di Giovacchino, Antonucci, Mandrone, Palmisano, Ascani, Marzucco, Dell’Elce. Allenatore: Bonati.
L’AQUILA 1927 (4-2-3-1): Barbagallo; Pietropaolo, Scipioni, Dinorcia (26’st Corticchia), Santirocco (21’st Shiba); Marchionni, Sorrini; Mantini, Brunetti, Massetti, Alessandro (30’st Diarra). Allenatore: Epifani.
Arbitro: Bognani di Lanciano.
Reti: 45’ pt Mantini, 18’st Corsini, 16’st Alessandro.
Note: espulso al 13’ st il presidente del Delfino Curi Quinto Paluzzi. Ammoniti Giannini e Dinorcia. Spettatori 400 circa con larga rappresentanza aquilana.
PESCARA
Clima di festa e cordialità per festeggiare la promozione in serie D dell’Aquila e l’ottimo campionato del Delfino Curi, ma vivace agonismo e qualche polemica durante e dopo la partita. Delfino Curi-L’Aquila è stata ritardata di venti minuti per dare spazio alla cerimonia di accoglienza che la società pescarese ha voluto riservare agli aquilani. Scambio di saluti e doni tra i sindaci delle due città: quello di Pescara Carlo Masci e Pierluigi Biondi di L’Aquila. E’ stato anche osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto del 2009, del quale il 6 aprile scorso ricorreva il quattordicesimo anniversario. Ma chi si aspettava un clima altrettanto amichevole in campo, tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere alla classifica, è stato smentito. Dopo pochi minuti, una entrata dura di Salvatore su Marchionni, provoca la reazione di quest’ultimo, ma senza conseguenze disciplinari. L’Aquila, per l’occasione schierata con i colori neroverdi dello stemma cittadino, fa capire sin dall’inizio di non volere fare sconti. Prende il comando del gioco, ma trova di fronte un avversario altrettanto motivato e vivace, desideroso di fare lo sgambetto alla capolista. Nel primo tempo le migliori occasioni sono aquilane, ma al 13’ i biancazzurri reclamano un fallo da rigore per un presunto intervento falloso su Salvatore avvenuto, però, dopo che aveva già calciato in porta. Le migliori azioni aquilane si svolgono soprattutto sulla catena di sinistra, dove agisce il funambolico Giannini. Suoi i traversoni che portano a pericolose conclusioni ravvicinate Scipioni al 21’ e Sorrini al 23’, entrambe neutralizzate da Calore. Allo scadere del primo tempo arriva il vantaggio aquilano. Su calcio d’angolo di Giannini, Mantini devia di testa in rete. La ripresa riserva maggiori emozioni, anche per il calo fisico delle squadre, che si allungano. Il Delfino si mostra per nulla arrendevole, e al 6’ raggiunge il pareggio con Corsini, abile a sfruttare un batti e ribatti nell’area aquilana. La squadra di Epifani non accetta il risultato e ricomincia a macinare gioco e a schiacciare il Delfino nella sue metà campo. Al 12’ Bognani assegna un rigore a L’Aquila per un fallo di mano dubbio su punizione di Massetti. La decisione provoca il plateale ingresso in campo del presidente Paluzzi, presente in panchina, che viene subito espulso dall’arbitro. Ci pensa Jonatan a rimettere gli animi a posto, calciando malamente e facendosi bloccare il tiro da Calore. Ma appena un minuto dopo si riscatta, siglando la rete della vittoria con un colpo di testa. Scontro verbale al 42’ tra due compagni aquilani. Il subentrato Shiba, lanciato in contropiede, potrebbe servire per una comoda conclusione a rete Giannini. Ma lo ignora volontariamente e preferisce cercare la conclusione personale, facendosela parare.
Roberto Ragonese
©RIPRODUZIONE RISERVATA

