L’Aquila, fine ingloriosa Battuta anche ad Ancona

Nell’ultima giornata del girone B di Lega Pro i rossoblù sotto di due reti dopo 10’ Del Pinto e soci al quinto ko consecutivo e alla quarta gara senza fare gol
ANCONA. Pensare di poter fare peggio di così è davvero difficile. Lo straziante finale di stagione dell’Aquila culmina (finalmente, verrebbe da dire) nell’amara trasferta di Ancona, che condanna L’Aquila al 7° posto.
Non di certo quello che ci si attendeva a inizio anno, quando le aspettative (e i risultati) sembravano lasciare aperta la speranza di potersi trovare all’ultima giornata a dover lottare per un posto play off. I padroni di casa dell’Ancona passeggiano sui resti della squadra di Zavettieri, che continua a dimostrare di non esserci con la testa. Certo, la mancanza di motivazioni avrà pur fatto la sua parte, ma i recenti ko hanno un filo comune che non lascia spazio a dubbi: quinta sconfitta consecutiva, quarta arrivata senza riuscire a realizzare nemmeno un gol.
Servirebbe la lettura di questi semplici numeri per condannare la squadra che saluta in maniera indegna il campionato. Al “Del Conero” non c’è mai stata partita, dopo la commozione per il ricordo del giovane Aghetoni, scomparso in settimana, l’Ancona cerca di onorare al meglio l’ex Primavera. E ci riesce, senza nemmeno molti problemi e trovando proprio nell’Aquila l’avversario ideale per concludere al meglio la stagione. Perché nemmeno dieci minuti e la squadra di Zavettieri è già sotto di due gol, come quasi a voler confermare che la testa, la voglia e tutti gli ingredienti che dovrebbero far parte di una squadra, continuano a mancare. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo D’Orazio realizza l’1-0 (4’), cinque giri di lancette più tardi si ripete la storia. Il corner di Parodi è raccolto da Bacchetti che con la collaborazione dell’ennesima dormita della difesa riesce a chiudere già la pratica.
Ci sarebbe da onorare la maglia e il finale di campionato ma non è solo la difesa a dimostrare di non essere in giornata. Gli altri reparti non sono da meno, e le sole giocate e i tentativi di Sandomenico non possono bastare a impensierire l’Ancona, il cui unico compito è quello di controllare il doppio vantaggio. Compito eseguito alla perfezione, senza sforzi ed estenuanti “battaglie” in mezzo al campo.
Il valzer dei cambi aperto dall’ingresso di De Angelis e che servirebbe a far spostare gli equilibri a favore dell’Aquila, non ha gli effetti sperati. I secondi 45’ sono la triste sintesi degli ultimi mesi vissuti in casa L’Aquila, squadra che continua a essere spenta e senza un minimo di aggressività che possa servire per rimettersi in corsa, anche se la classifica non serve più guardarla. Ma questo è un altro discorso, perché nemmeno l’Ancona aveva dalla sua chissà quali grandi stimoli. E invece ha fatto la sua parte. Per i rossoblù l’angoscia è finita.
Claudio Gentili

