L’Aquila, il punto dei rimpianti

4 Aprile 2016

I rossoblù rimontano con un rigore di Milicevic dopo il vantaggio iniziale della Maceratese

L’AQUILA. La società, è vero, avrà risparmiato il premio partita, la nuova trovata della dirigenza rossoblù per stimolare i calciatori a mettere in salvo la squadra il prima possibile, possibilmente senza passare attraverso gli spareggi. Ma, a conti fatti, il pareggio contro la Maceratese è uno spreco di quelli veri. Specialmente nel secondo tempo, la squadra rossoblù, capace di rimontare nella prima parte della gara l’iniziale vantaggio della Maceratese, cerca con maggiore convinzione la via della rete. Ma se s’inceppa Sandomenico c’è poco da inventarsi. Il tardivo ingresso di Triarico, a rilevare il solito Perna, non basta a cambiare il volto a una partita che i rossoblù avrebbero potuto vincere senza grossi sforzi. Anche perché i marchigiani di Bucchi, quanto a occasioni sprecate, non sono secondi a nessuno.

E allora la squadra aquilana incamera soltanto un punto, che trasforma la ricerca della salvezza in una sorta di calvario aggiuntivo post-pasquale cui gli undici in campo, l’allenatore in panchina e i dirigenti, vecchi e nuovi, costringono i tifosi e, di rimando, la città.

Dopo tante uscite a vuoto e punti sprecati a destra e a manca, la gara contro la terza in classifica del girone B di Lega Pro si trasforma, per L’Aquila, in una sorta di prova del fuoco per capire prima e meglio se i rossoblù sono capaci di salvarsi o meno. Al 34’ Perna si trova sulla testa il pallone buono per passare a condurre, ma l’attaccante colpisce male schiacciando la sfera con la faccia. Passano appena cinque minuti e gli ospiti si ritrovano in vantaggio: un pallone proveniente dalla sinistra su cross di Buonaiuto viene spedito in rete da Maccarrone in una spaccata degna del migliore attaccante. Un incidente di percorso dal quale L’Aquila riesce comunque a riprendersi in tempi ragionevoli. Un minuto prima della fine del primo tempo, Perna viene a contatto col portiere marchigiano Forte e conquista un rigore che il centrocampista Milicevic trasforma con freddezza per l’1-1.

Nel secondo tempo, al 18’, occasione per gli ospiti con Buonaiuto che spreca da favorevole posizione. Al 21’ doppia fiammata dei rossoblù, prima con Sandomenico, ancora una volta impreciso, poi con Perna che si avvita di testa ma non trova neanche stavolta lo specchio della porta. Al 23’ in evidenza il portiere rossoblù Scotti, che vola a togliere dalla porta un’insidiosa conclusione di Kouko. Al 31’ Orlando per poco non batte Scotti, ma sulla linea di porta c’è Cosentini pronto a sventare la minaccia. L’ingresso di Bensaja al posto di Milicevic, ma ancor di più quello di Triarico in luogo di Perna a nove minuti dalla fine, sembrano dare nuovo slancio all’Aquila che tenta l’assalto finale. Proprio Triarico, al 39’, s’invola sulla fascia sinistra dell’attacco rossoblù e mette dentro un pallone assai invitante, sul quale Bulevardi conclude come può, con il portiere marchigiano che sventa in angolo. Del resto, si chiama Forte. L’Aquila insiste e ci prova ancora. Un diagonale di Sandomenico viene deviato in angolo dal numero 1 avversario. I rossoblù chiudono all’attacco anche nei tre minuti di recupero, ma nessuno riesce a trovare lo spunto giusto, neppure Mancini e Sandomenico che si pestano i piedi. Il pareggio consente all’Aquila di agguantare la Pistoiese sconfitta in casa dell’Ancona. Ma anche qui, come il premio risparmiato, è una magra consolazione. Per tirarsi fuori dal pantano servono i tre punti, che mancano all’Aquila da sette giornate, vale a dire da due mesi.

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