L’Aquila, Mancini chiama Iannini

4 Dicembre 2014

Il vice presidente invita l’imprenditore a entrare in società

L’AQUILA. Il secondo posto in classifica dell’Aquila fa pensare in grande anche la società in termini di ampliamento di soci e finanze. Sono però ormai mesi che si parla del possibile ingresso di Angelo Deodati. Finalmente a uscire allo scoperto e a spiegare nel dettaglio la situazione è il vice-presidente Massimo Mancini, delegato dal club di Gran Panorama a gestire il possibile ampliamento del parco soci. «Per ora Deodati non ha fatto nulla di concreto. Non abbiamo nessuna preclusione nei suoi confronti, ma non crediamo solo alle parole». Dichiarazione secca e molto significativa, specialmente alla vigilia del CDA previsto per oggi che servirà a ratificare i debiti, a fissare l’assemblea dei soci e a programmare il ripianamento e l’aumento di capitale: «Ratificheremo l’aumento di capitale, da quel momento chiunque potrà rilevare una parte delle quote dell’Aquila, presentandosi al notaio e impegnandosi a mantenere le promesse. Vogliamo provare a salire in B, ma ora è impossibile andare avanti da soli dopo gli sforzi ammirevoli di tutti i soci attuali. Abbiamo sin da ora sforato il 40% del budget programmato, pensare di farcela senza aiuti sarebbe un’utopia». Mancini lancia quindi un appello, facendo per la prima volta anche nomi illustri: «Sogno una società con gente aquilana, innamorata di questi colori. Su tutti faccio il nome di Eliseo Iannini, amante di calcio e già per anni nell’Aquila. Poi vorrei al nostro fianco altri affezionati a questi colori, vedi Frezza, Cicchetti, Rosa e l’avvocato Valentini. Li ho chiamati personalmente per sondare la loro disponibilità». Sul possibile ritorno in società di Eliseo Iannini, Mancini risponde così ad una frangia della tifoseria che sembra contraria: «So che cosa pensano alcuni tifosi per la fine del club nel 2004 sotto la sua gestione. Dico però di fidarsi di noi. Iannini fallì dieci anni fa perché era solo. E’ un uomo competente di calcio e vero amante dell’Aquila. Potrebbe darci una grossa mano. (g.m.)

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