L’Aquila, Mancini: i nostri tifosi non meritano i Daspo

Lega Pro, il vice presidente difende gli ultrà rossoblù: «La società è vicina a loro» Chirieletti non si allena a causa delle ferite subite nello scontro con i supporters
L’AQUILA. L’incontro ravvicinato tra tifosi e giocatori dell’Aquila, nel post partita vinta dal Siena al Fattori domenica scorsa, rischia di lasciare strascichi pesanti da qui alla fine del campionato.
Tramite i filmati a disposizione, le forze dell'ordine stanno ricostruendo quanto accaduto nel “contatto” tra alcuni tifosi e calciatori domenica in via Tagliacozzo, dietro al Castello. Sarebbero inizialmente volati insulti tra alcuni tifosi e i calciatori Chirieletti e Sandomenico, che erano insieme ai familiari. Sembra che Chirieletti sia stato colpito con un calcio da dietro, tanto da cadere a terra e subire ferite medicate in ospedale in serata.
Sandomenico, invece, avrebbe riportato graffi sul braccio durante una colluttazione. I filmati comunque chiariranno meglio la situazione. È scontato il Daspo per gli eventuali responsabili della vicenda, oltre che una denuncia penale. In questi giorni Chirieletti non si sta allenando, a causa delle ferite subite nel parapiglia. Sandomenico, invece, è tornato ad allenarsi ieri mattina, dopo aver saltato la seduta di lunedì. Situazione dunque davvero difficile, soprattutto dal punto di vista psicologico. E come se non bastasse, i tifosi avrebbero espresso una sorta di veto sui due calciatori, che a loro avviso non dovrebbero più indossare la casacca rossoblù.
Secondo la loro versione, sarebbero stati provocati dai calciatori. Per Chirieletti è facile immaginare che non giocherà a Rimini, anche perché dovrà comunque star fuori qualche giorno per le ferite. Per Sandomenico, fino a oggi trascinatore dell'Aquila con 13 gol, la questione è più complessa. Il giocatore sta bene e una sua eventuale esclusione, sarebbe solo di natura “diplomatica”.
A questo punto spetta alla società fare chiarezza e prendere posizione, per il bene di tutti e specialmente per il tecnico Modica, che deve ragionare sugli uomini da mandare in campo contro il Rimini dell’ex Leo Acori.
Non risanare la frattura tra le componenti vorrebbe dire condannarsi alla retrocessione sin da ora. Sulla delicatissima vicenda è intervenire il vice presidente aquilano, Massimo Mancini: «Sono mortificato dall'accaduto perché i nostri tifosi non lo meritano. Hanno dimostrato di insegnare cori in tutta Italia e di essere attaccati alla maglia in modo speciale. Bisogna resistere alle tentazioni di violenza, che portano solo del male. La società sta vicina a loro e speriamo di cuore nella clemenza della giustizia».
L'Aquila è a rischio play-out a sole tre gare dalla fine, dopo aver accarezzato il sogno della salvezza diretta per trequarti di stagione. A ben guardare, con la fresca penalizzazione del Rimini, la posizione utile per evitare gli spareggi dista solo tre lunghezze. A patto però che gli aquilani facciano bottino pieno nelle ultime tre partite e che già da sabato le avversarie rallentino. Sul fronte formazione, considerando i rientri di Maccarrone in difesa e di Milicevic nel cuore della mediana, potrebbero cambiare gli interpreti del 4-3-3 rispetto al match con il Siena.
Giammarco Menga
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