L’Aquila non si ferma più: prova di forza a Senigallia

Galesio e Sarritzu regalano i tre punti ai rossoblù: ora la vetta è a due punti
vigor senigallia0
l’aquila2
VIGOR SENIGALLIA (4-3-1-2): Sarti 6; Mori 5,5 (20’ st Vrioni 5,5), Marini 5,5, Magi Galluzzi 5,5, Bucari 5; Mancini 5 (32’ st Sheffer 5,5), Pierpaoli 6 (41’ pt Bartolini 5,5), Capezzani 5,5 (45’ pt Bartolini 5); Kerjota 6; Broso 5,5, Serfilippi 5,5. A disposizione: Alessandroni, Tomba, Casagrande, Pesaresi, Ballello. Allenatore: Clementi.
L’AQUILA (4-3-1-2): Michielin 6; Bellardinelli 6,5, Cassese 6,5, Brunetti 6,5, Tavoni 6; Ouali 6,5 (20’ st Battistoni 6,5), Angiulli 6, Mantini 6 (18’ st Del Pinto 6,5); Carbonelli 6 (10’ st Sarritzu 6,5); Banegas 6 (46’ st Alessandretti sv), Galesio 6,5 (38’ st Persiani sv). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Bacio Terracino, Lorenzoni. Allenatore: Epifani.
Arbitro: Albano di Venezia.
Reti: Galesio 14’ pt e Sarritzu 27’ st.
Note: Angoli 6-5; ammoniti Tavoni, Mantini; spettatori 1.800 circa
SENIGALLIA
L’Aquila vince ancora fuori casa e lo fa contro una Vigor Senigallia che precedeva i rossoblù in classifica. Lo stesso era successo domenica scorsa contro il Campobasso, formazione che al pari della squadra di Epifani, è stata inserita tra le principali favorite nel girone F di serie D. Il tecnico abruzzese nasconde a tutti il lavoro settimanale e di colpo, quasi a sorpresa, cambia modulo e interpreti per una gara che è sinonimo di svolta. Il 4-3-1-2 iniziale, evidentemente, scombussola anche i piani strategici di Aldo Clementi che alla fine, complimentandosi con gli avversari, accetta la resa senza troppi rimpianti. La partita inizia a ritmi abbastanza bassi (complice anche una temperatura estiva più che autunnale) e la fase di studio la fa da padrona. Il primo brivido, se così si può chiamare, lo procura Kerjota. Il 7 di casa si libera di qualche avversario attorno al minuto prima di scagliare un tiro che però non impensierisce Michielin. L’Aquila aspetta, ragiona e appena ha l’opportunità, al minuto 14, colpisce: Carbonelli si infila nello spazio e appoggia a Galesio. Il 9 è bravo a girarsi in un fazzoletto approfittando della propria forza atletica e appena davanti a Sarti anticipa il movimento del portiere colpendo con un tocco da calcio a 5. È il gol del vantaggio che manda in estasi i 200 tifosi rossoblù accorsi al Bianchelli. La contesa col passare dei minuti non fa impazzire gli esteti del calcio. La Vigor ci prova con uno sterile giro palla che non sortisce effetti mentre L’Aquila prova a sfruttare le enormi individualità che però non riescono a sfondare più di tanto. E allora il match si trascina fino al minuto 43 quando i ragazzi di Aldo Clementi reclamano per due interventi in area aquilana di capitan Brunetti: Davide Albano, direttore di gara veneziano, lascia giustamente proseguire in entrambi i casi. Nella ripresa la Vigor entra in campo con un piglio diverso e Epifani annusa il pericolo: dopo 10 minuti toglie Carbonelli e inserisce Sarritzu sull’out di sinistra tornando al 4-3-3. Il Senigallia ha tanta volontà ma poca concretezza e lucidità. Le conclusioni di Bucari e Kerjota servono solo a far alzare la concentrazione alla linea difensiva ma per Michielin nemmeno un pericolo da sventare. Da calcio piazzato è Banegas, al 25’, a far meritare gli applausi a Sarti, bravo a mandare in angolo il solito mancino velenoso. Ma il numero 1 di casa non può nulla sulla conclusione di Sarritzu del minuto 27: Del Pinto vede il suo compagno involarsi sulla sinistra, lo serve con un destro al volo e l’esterno sardo entra in area come lama calda nel burro. Il mancino violentissimo si infila nel sacco con Sarti obbligato al solo sguardo, impossibilitato a opporre resistenza. Il doppio vantaggio consuma inevitabilmente le ultime energie mentali della Vigor e, di riflesso, si esauriscono anche quelle fisiche. L’Aquila gestisce, controlla e alla fine dei 5 minuti di recupero, gioisce.
Lorenzo Valleriani
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VIGOR SENIGALLIA (4-3-1-2): Sarti 6; Mori 5,5 (20’ st Vrioni 5,5), Marini 5,5, Magi Galluzzi 5,5, Bucari 5; Mancini 5 (32’ st Sheffer 5,5), Pierpaoli 6 (41’ pt Bartolini 5,5), Capezzani 5,5 (45’ pt Bartolini 5); Kerjota 6; Broso 5,5, Serfilippi 5,5. A disposizione: Alessandroni, Tomba, Casagrande, Pesaresi, Ballello. Allenatore: Clementi.
L’AQUILA (4-3-1-2): Michielin 6; Bellardinelli 6,5, Cassese 6,5, Brunetti 6,5, Tavoni 6; Ouali 6,5 (20’ st Battistoni 6,5), Angiulli 6, Mantini 6 (18’ st Del Pinto 6,5); Carbonelli 6 (10’ st Sarritzu 6,5); Banegas 6 (46’ st Alessandretti sv), Galesio 6,5 (38’ st Persiani sv). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Bacio Terracino, Lorenzoni. Allenatore: Epifani.
Arbitro: Albano di Venezia.
Reti: Galesio 14’ pt e Sarritzu 27’ st.
Note: Angoli 6-5; ammoniti Tavoni, Mantini; spettatori 1.800 circa
SENIGALLIA
L’Aquila vince ancora fuori casa e lo fa contro una Vigor Senigallia che precedeva i rossoblù in classifica. Lo stesso era successo domenica scorsa contro il Campobasso, formazione che al pari della squadra di Epifani, è stata inserita tra le principali favorite nel girone F di serie D. Il tecnico abruzzese nasconde a tutti il lavoro settimanale e di colpo, quasi a sorpresa, cambia modulo e interpreti per una gara che è sinonimo di svolta. Il 4-3-1-2 iniziale, evidentemente, scombussola anche i piani strategici di Aldo Clementi che alla fine, complimentandosi con gli avversari, accetta la resa senza troppi rimpianti. La partita inizia a ritmi abbastanza bassi (complice anche una temperatura estiva più che autunnale) e la fase di studio la fa da padrona. Il primo brivido, se così si può chiamare, lo procura Kerjota. Il 7 di casa si libera di qualche avversario attorno al minuto prima di scagliare un tiro che però non impensierisce Michielin. L’Aquila aspetta, ragiona e appena ha l’opportunità, al minuto 14, colpisce: Carbonelli si infila nello spazio e appoggia a Galesio. Il 9 è bravo a girarsi in un fazzoletto approfittando della propria forza atletica e appena davanti a Sarti anticipa il movimento del portiere colpendo con un tocco da calcio a 5. È il gol del vantaggio che manda in estasi i 200 tifosi rossoblù accorsi al Bianchelli. La contesa col passare dei minuti non fa impazzire gli esteti del calcio. La Vigor ci prova con uno sterile giro palla che non sortisce effetti mentre L’Aquila prova a sfruttare le enormi individualità che però non riescono a sfondare più di tanto. E allora il match si trascina fino al minuto 43 quando i ragazzi di Aldo Clementi reclamano per due interventi in area aquilana di capitan Brunetti: Davide Albano, direttore di gara veneziano, lascia giustamente proseguire in entrambi i casi. Nella ripresa la Vigor entra in campo con un piglio diverso e Epifani annusa il pericolo: dopo 10 minuti toglie Carbonelli e inserisce Sarritzu sull’out di sinistra tornando al 4-3-3. Il Senigallia ha tanta volontà ma poca concretezza e lucidità. Le conclusioni di Bucari e Kerjota servono solo a far alzare la concentrazione alla linea difensiva ma per Michielin nemmeno un pericolo da sventare. Da calcio piazzato è Banegas, al 25’, a far meritare gli applausi a Sarti, bravo a mandare in angolo il solito mancino velenoso. Ma il numero 1 di casa non può nulla sulla conclusione di Sarritzu del minuto 27: Del Pinto vede il suo compagno involarsi sulla sinistra, lo serve con un destro al volo e l’esterno sardo entra in area come lama calda nel burro. Il mancino violentissimo si infila nel sacco con Sarti obbligato al solo sguardo, impossibilitato a opporre resistenza. Il doppio vantaggio consuma inevitabilmente le ultime energie mentali della Vigor e, di riflesso, si esauriscono anche quelle fisiche. L’Aquila gestisce, controlla e alla fine dei 5 minuti di recupero, gioisce.
Lorenzo Valleriani

