L’Aquila ora rischia una forte penalità

23 Luglio 2015

Se addosseranno al club la responsabilità delle 22 gare in cui è coinvolto Di Nicola i punti persi potrebbero essere tanti

L’AQUILA. In linea con le torride temperature di questi giorni, l’estate del pallone sta diventando sempre più rovente.

Non parliamo, però, del calcio giocato o dell’immancabile sessione di calciomercato, bensì del famoso filone d’inchiesta “Dirty Soccer” sul calcioscommesse in Lega Pro e serie D.

Reso pubblico ad inizio giugno, nelle scorse settimane le indagini hanno coinvolto ben trentadue squadre, tra cui L’Aquila.

Nel primo filone d’inchiesta, al club rossoblù sono state inizialmente contestate dalla procura di Catanzaro le presunte combine di quattro gare dello scorso campionato (Santarcangelo-L'Aquila del 15 novembre 2014, L'Aquila-Savona del 23 novembre 2014, L'Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo 2015 e L'Aquila-Santarcangelo del 29 marzo 2015).

In particolare, dalle intercettazioni telefoniche trascritte e consegnate al procuratore federale Stefano Palazzi, l’ex responsabile dell’area tecnica aquilana Ercole Di Nicola avrebbe tentato di aggiustare il risultato delle partite con l’aiuto di alcuni dirigenti e calciatori delle squadre avversarie.

Come se non bastasse, è notizia di ieri l’indagine scattata su altre quattro gare di Lega Pro, tra cui Pistoiese-L’Aquila (3-1) del 12 aprile scorso.

Anche in questo caso, però, la responsabilità dei rossoblù sembrerebbe solo oggettiva e non diretta.

Questo perché dai carteggi non emergerebbe il coinvolgimento di dirigenti o calciatori aquilani.

L’indagato resta sempre il direttore sportivo Ercole Di Nicola che, secondo gli investigatori, avrebbe dapprima provato ad aggiustare la partita in favore dell’Aquila (tramite l’aiuto del calciatore della Pistoiese Alessandro Romeo e la mediazione del calciatore ex Viareggio Davide Matteini e dell’agente Fifa Eugenio Ascari, ndc), salvo poi tornare sui suoi passi e, su proposta del direttore sportivo del Poggibonsi, Peppe Cianciolo, combinare il risultato a favore della Pistoiese, rilanciando a 50 mila euro l’offerta iniziale di 25 mila euro da parte del diesse Cianciolo. Sulla nuova partita sotto inchiesta, è intervenuto il presidente rossoblù, Corrado Chiodi. «Anche in questo caso sembra rafforzarsi la tesi che Di Nicola abbia agito per proprio conto e senza alcun collegamento con L’Aquila Calcio. In più, sottolineo che la presunta combine con la Pistoiese non abbia giovato in alcun modo alla nostra squadra, che ha perso la partita di Pistoia».

Sulla posizione del club, invece, ha parlato così il legale dell’Aquila, l’avvocato Flavia Tortorella. «Sottolineo innanzitutto che la partita con la Pistoiese eventualmente avrà un percorso a parte, perché è spuntata dopo la chiusura delle indagini. Abbiamo richiesto gli atti in procura e speriamo di averli a disposizione già oggi. A L’Aquila sono imputate, come responsabilità oggettiva, non solo le gare con Santarcangelo, Tuttocuoio e Savona, ma tutte le presunte combine delle partite di Lega Pro in cui è coinvolto l’ex ds Di Nicola (in totale 22). Mi sembra assurdo. In più, negli atti di chiusura delle indagini non si fa riferimento ad alcun elemento probatorio da parte della procura. Spero che negli atti del deferimento», conclude il legale, «ci siano tutte le motivazioni della procura così da poter impostare la tesi difensiva sulla base di elementi concreti». Se all’Aquila verrà riconosciuta la responsabilità oggettiva in tutte e 22 le gare in cui è coinvolto Di Nicola, in caso di mano pesante del tribunale (1 punto a partita), i rossoblà potrebbero subire una grave penalizzazione (anche di 22 punti) e a qual punto in città e sui social già serpreggia l’invito dei tifosi alla dirigenza di non iscriversi alla Lega Pro, ripartire direttamente dalla Serie D, vincerla e il prossimo anno ritrovarsi di nuovo in Lega Pro.

Caso Zenuni. La Figc ha inflitto l’inibizione di due mesi all’ex patron aquilano Elio Gizzi e 6 mila euro di ammenda all’Aquila, «per aver sottoscritto il modulo di variazione di tesseramento del calciatore Rius Zenuni, nonostante lo stesso esponesse la dicitura nazionalità albanese».

Giammarco Menga

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