L’Aquila pareggia ma avvicina la vetta

12 Dicembre 2016

Rossoblù in gol con Sieno raggiunti dal Trestina nell’unica indecisione. La capolista Rieti perde ed è avanti di due soli punti

L’AQUILA. Avvicinare la vetta nel giorno in cui si pareggia una partita da stravincere può essere un segnale. Forse. L’Aquila si fa imporre il pari dallo Sporting Trestina. La squadra umbra costa la metà, ma raccoglie il doppio, brava a sfruttare l’unica occasione. Poi, su disposizione del tecnico Zampagna – che pure da calciatore giocava in attacco – tutti dietro la linea del pallone a difesa della porta di Vadi, migliore in campo, autore di interventi strepitosi che, uniti alla scarsa vena offensiva dell’Aquila, fanno il resto.

Così, nel giorno della grande ammucchiata ai vertici del girone G – dove la sconfitta interna della capolista Rieti porta la squadra di Morgia a meno 2, ma con tre squadre davanti – la differenza vera la fanno gli ultimi arrivati. Saleppico da un lato, che trova la porta nell’unica indecisione difensiva dell’Aquila. Nohman dall’altro, che spreca un gol facile dopo appena 2’ e altri ancora nel corso della gara. C’è anche un ex nella partita, Gianluca Marinelli, che da queste parti, dodici anni fa, giocava da terzino sinistro mentre oggi sta in mediana, stesso lato.

La gara inizia nel ricordo del tifoso Pietro Scimia, scomparso a 95 anni, il più longevo tra i frequentatori dello stadio. Gli ultrà lo omaggiano con uno striscione («Esempio di attaccamento ai colori rossoblù, riposa in pace»), la tribuna applaude a lungo. E L’Aquila parte subito forte. Tanto che nel giro di cinque minuti arriva pericolosamente due volte davanti alla porta, prima con Nohman poi con Minincleri. In entrambi i casi nulla di fatto. La squadra arriva in porta con fraseggi talmente precisi da sfiorare spesso la leziosità, quindi serve chi si prenda, ogni tanto, la responsabilità di calciare da fuori area. Stavolta ci prova, e ci riesce, il diciottenne Sieno che nei minuti di recupero del primo tempo fa quello che Russo, La Vista, Minincleri e persino Pupeschi (che sfiora il palo) non riescono a fare. La staffilata sorprende Vadi, che va a raccogliere il pallone dentro la rete rossoblù.

Dalle premesse sembra una partita in discesa. Eppure al rientro in campo, col turno infrasettimanale nelle gambe, lo scorrere del tempo è nemico dei rossoblù. Dopo l’ennesima occasione sciupata da Nohman, il subentrato Saleppico pesca il jolly bucando una difesa distratta e un portiere un po’ troppo avanti. Ci sarebbero ancora 35 minuti per tornare in vantaggio, ma la luce si spegne mentre il buio cala sullo stadio senza barriere e, forse, anche senza riflettori.

L’Aquila gli applausi li merita lo stesso, anche se l’aggancio alla vetta è rimandato. Nell’ultima gara dell’anno in casa (domenica trasferta a Sassari sul campo del Latte Dolce, che ha battuto il Rieti a domicilio) la squadra conferma di essere fatta di una buona pasta. Se, come spera e annuncia Morgia, arriveranno un altro attaccante e un centrocampista, il quadro non potrà che migliorare. Intanto se n’è quasi andata metà campionato, coi rossoblù in serie positiva da ben dieci giornate e un po’ troppi pareggi (ben sette) sul groppone. Sotto l’albero la squadra spera ora di trovare maggiore concretezza, oltre alle consuete dieci palle gol frutto di un grande possesso e di cambi di gioco che sono diventati un marchio di fabbrica.

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