L’Aquila pareggia una gara dominata
Rossoblù per primi in vantaggio con Sandomenico, gol annullato a Maccarrone. La Reggiana impatta e resiste in 10
REGGIO EMILIA. Procede spedito il nuovo corso dell’Aquila, baciato dalla stella di Salvatore Sandomenico e dalle felici intuizioni di Nunzio Zavettieri in panchina. Sette punti in tre gare – non semplici – nel segno del minuto goleador partenopeo e della lettura attenta e rapida dell’ex tecnico del Bari. Non era semplice imporre il pari alla capolista Reggiana, sempre vittoriosa al Mapei Stadium e senza gol al passivo da un’eternità. E invece, a conti fatti, chi ha da rammaricarsi maggiormente per il pareggio è proprio la squadra abruzzese, protagonista all’inizio e alla fine del match.
Avvio veemente. Stategia azzeccatissima quella di Zavettieri. Squadra corta e alta, pressione costante sulla mediana locale e circolazione a cento all’ora. Reggiana sorpresa, confusa e lontana dalle previsioni di Colombo. Quattro angoli in altrettanti minuti – i primi – dicono tanto dell’effetto-sorpresa ospite, perfettamente riuscito. Anche se il brivido improvviso arriva al 6’ proprio in area aquilana: Maccarrone, scomposto, rischia il peggio su Siega (torre di Ruopolo), ma l’arbitro fa proseguire.
E dopo neanche tre minuti ecco il meritato vantaggio firmato dal solito Sandomenico: fuga di Scrugli e traversone sul secondo palo, il piccolo goleador sbuca alle spalle della difesa meno battuta d’Italia e infila tra le gambe Feola: stop all’imbattibilità dopo 592’. La supremazia dell’Aquila si allunga sino alla mezz’ora, con il giallo del raddoppio non convalidato a Maccarrone al 26’ (incornata in dubbio fuorigioco) e un altro tentativo di Sandomenico, che al 32’ costringe Feola a smanacciare.
Poi, la trama del match si sposta con l’inevitabile reazione emiliana. Che produce un quarto d’ora finale tremendo: straordinari di Zandrini su Tremolada (34’ e 42’, botta e pallonetto), inzuccate di Sabotic (41’, fuori d’un soffio su angolo e di Ruopolo (45’, alta).
L’avvio di ripresa ripropone il forcing reggiano all’inseguimento del pari, tutto sommato meritato, puntuale al 10’ con un gioiello su punizione di Bruccini liftato, col destro che non lascia scampo al pur attento Zandrini. Firmato l’1-1, Bruccini fugge ancora (13’) e serve Ruopolo, bloccato dalla difesa. Colombo osa con Sinigaglia e vara un confuso 4-2-3-1, mentre Zavettieri ridà ossigeno in mezzo con Zappacosta e Triarico. I suoi riequilibrano la gestione del traffico e concedono solo qualche ripartenza. In un minuto, prima Tremolada (23’) e poi Zappacosta (24’, tiraccio) non inquadrano la porta da ottima posizione. Sandomenico lascia la scena a Pacilli e L’Aquila ritrova spunti che potrebbero regalarle il colpaccio: slalom delizioso (37’) e tiro velenoso deviato in angolo da Feola, angolo velenoso (42’) schiaffeggiato, cross al bacio per Perna troppo morbido di testa (48’). L’Aquila chiude come aveva iniziato. Aggressiva e all’attacco. E finisce col recriminare qualcosa più della capolista.
Roberto Pellegrini

