L’Aquila perde la via del gol Buon punto per l’Angolana

21 Marzo 2022

L’AQUILA. Poteva essere la giornata del riscatto dopo la prematura uscita dalla Coppa Italia dilettanti: non è andata così. L’Aquila non va oltre il pari con l’Angolana, senza essere in grado di...

L’AQUILA. Poteva essere la giornata del riscatto dopo la prematura uscita dalla Coppa Italia dilettanti: non è andata così. L’Aquila non va oltre il pari con l’Angolana, senza essere in grado di trovare la via del gol. La squadra adriatica in questa stagione è stata una vera e propria bestia nera per la formazione del capoluogo visti i due successi a Città Sant’Angelo e il pareggio a reti bianche di ieri sui quattro incontri disputati tra campionato e Coppa. Pensare, a oggi, di impensierire la capolista Avezzano appare sempre di più un’utopia, con i play off nazionali che sembrano essere al momento la strada più percorribile per approdare in serie D. La prestazione dell’Aquila non è stata scialba, viste le occasioni create, ma i rossoblù hanno avuto serie difficoltà a centrare il bersaglio grosso, vale a dire il principale problema emerso anche nella prima parte di stagione. La novità, rispetto alle ultime apparizioni, è stato l’utilizzo di Mantini come terzino destro, con Massetti in mediana assieme a Pejic e a Di Norcia, mentre Di Ruocco, Shiba e D’Ercole in avanti. Aquilani pericolosi nel primo tempo con Massetti al 15’, D’Ercole al 33’ e Di Ruocco al 39’, ma in tutte e tre le circostanze Marcotulio si è opposto. Lo stesso D’Ercole si era reso pericoloso dalla destra con un tiro a giro, senza però centrare il bersaglio grosso. Nella ripresa si registra il palo di Di Ruocco a portiere battuto, mentre al 14’ Mantini serve un ottimo pallone per Shiba, ma l’albanese di testa non inquadra.
L’Aquila, se vogliamo, è stata anche fortunata, poiché i padroni di casa hanno concesso due palle gol all’Angolana che potevano costare caro. La prima al 37’ con l’azione personale di Ciarcelluti respinta da De Chirico, mentre la seconda è maturata dopo un errore di Di Matteo, il quale anche ieri ha palesato di dover ancora trovare confidenza con il rettangolo verde. Ad approfittarne, nella circostanza era stato Tidiane che aveva servito Miani, ma anche in questa situazione si è messo di traverso De Chirico. Proteste per due presunti rigori: uno su un fallo ai danni di Saurino e l’altro su Tempestilli, caduto, per il direttore di gara, fuori dall’area di rigore. Mercoledì al Gran Sasso è previsto il recupero contro il Delfino Curi Pescara.
«Le partite si vincono con i gol e non l’abbiamo fatto», le parole del presidente Massimiliano Barberio, «questi sono incontri che rischiano anche di essere persi e ci è mancato poco. I due rigori? Quello su Saurino ci poteva stare, ma recriminare su queste cose non ha senso. Il poco utilizzo delle maglie rossoblù? Hanno una fascia bianca e l’arbitro ci chiede di cambiarle quando affrontiamo formazioni con un colore simile».
«Abbiamo sofferto», ha affermato Paolo Rachini, tecnico ospite, «ma alla mia squadra ho chiesto di restare in partita e abbiamo avuto due occasioni clamorose».
Pierluigi Trombetta
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