L’Aquila Rc, la domenica più triste della storia

La società rinuncia alla prima di campionato, i giocatori si ritrovano davanti al Fattori Neroverdi penalizzati di 4 punti e multati. Domani incontro dei tifosi per cercare fondi per il club
L’AQUILA. La domenica più triste della storia del rugby aquilano. Come previsto, non si è disputato il match d'esordio dei neroverdi nel girone 4 di serie A contro i Cavalieri Union Prato Sesto. Cancelli chiusi ieri allo stadio Tommaso Fattori, fuori una decina di giocatori neroverdi, con il direttore generale Luigi Fabiani e l'ambulanza del 118 che, non avendo avuto comunicazioni, ha comunque raggiunto lo stadio per il servizio sanitario.
«Siamo ancora amareggiati», dichiara il centro classe 1996 Marcello Angelini, con al fianco i suoi compagni, tra cui anche Dario Basha, Carlo Cerasoli e Giammarco Cialente, «noi ce l'abbiamo messa tutta per giocare e lo dimostra il fatto che stiamo qui fuori, insieme, per il nostro ultimo giorno. Questa notte ho fatto fatica a dormire per il dispiacere, ma non siamo noi a dover trovare una soluzione per risolvere questa situazione».
Gli fa eco l'esperto Carlo Cerasoli: «Ne ho viste tante durante la mia carriera sportiva, ma nel 2017 abbiamo toccato il fondo», dice la terza linea classe 1984, «questo è il risultato di anni gestiti male, dove ho visto una volontà di far morire la società, per interesse di altre persone».
La rinuncia a giocare da parte del sodalizio neroverde è stato comunicato alla Federazione, che nella serata di sabato ha avvisato la terna arbitrale composta da Antonino Nobile di Frosinone e dagli assistenti Iavarone e Bevagna di Perugia e la formazione toscana ospite allenata da Carlo Pratichetti.
«Non pensavo a questo epilogo», commenta il tecnico romano dei Cavalieri, che ha allenato anche l'Avezzano in serie A. «Mi dispiace tantissimo perché ho giocato contro L'Aquila nella finale del 2000, è una società di grande tradizione, che rappresenta per il rugby un punto di riferimento del Centro-Sud. È una giornata di lutto per tutto il nostro movimento».
Lo staff tecnico guidato da Vincenzo Troiani, con l'allenatore Pierpaolo Rotilio, le hanno provate tutte per preparare l'esordio che non c'è stato, pochi atleti e tanti adattamenti cercati, ma solo tempo perso.
Un epilogo inatteso, che è arrivato dopo un'estate travagliata, che fino all'ultimo ha fatto sperare in una soluzione, anche parziale, dei tanti problemi emersi già ad inizio anno. Scontata adesso da parte del giudice sportivo la sconfitta a tavolino con il punteggio di 0-20 per Prato, con 4 punti di penalizzazione ed una multa di 4.000 euro alla società – se esiste ancora – dell’Aquila Rugby Club. Rimane da capire se esiste ancora una flebile speranza di trovare una soluzione, per vedere in campo L'Aquila domenica nel derby contro la Gran Sasso, oppure evitare la terza rinuncia, il 15 ottobre al Fattori, contro la Primavera Roma, per scongiurare l'esclusione dal campionato e la fine totale.
L'incapacità palesata fino ad oggi dalla società e la legittima presa di posizione della squadra, lascia però poco spazio all'ottimismo.
Un lumicino resta acceso con la convocazione di un incontro all’auditorium del Parco del Castello fissato per domani alle 18. L’intenzione di alcuni appassionati della pallaovale è di raccogliere fondi per permettere all’Aquila Rugby Club di giocare. Ma i problemi sono purtroppo molti, a cominciare dai giocatori: la squadra neroverde in questo momento è priva dei cinque principali ruoli richiesti per regolamento: gli avanti, cioè piloni e tallonatori. E sarà difficile, anche con gli otto che la Polisportiva è disposta a prestare, arrivare a una rosa di 23 (il minimo).
Tommaso Cantalini
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