L’Aquila ridotta in dieci sbanca Arezzo nel finale

14 Settembre 2015

Decide una rete di Bensaja su calcio di punizione dalla distanza

AREZZO. Forse non avrebbe meritato di vincere, ma ha osato di più e alla fine si è presa i tre punti. L’Aquila di Carlo Perrone batte a domicilio l’Arezzo, grazie a una prodezza in pieno recupero di Nicholas Bensaja, il migliore in campo tra gli abruzzesi. Bravi e fortunati, al cospetto di un Arezzo che ha cambiato volto (Capuano si è affidato a un 4-3-1-2 più adatto alle caratteristiche dei giocatori in rosa), ma che non è riuscito a fare risultato. Perrone, invece, conferma sostanzialmente l’undici di domenica scorsa sostituendo lo squalificato Ceccarelli con Mancini. Partenza lenta con entrambe le formazioni che preferiscono studiarsi e non affondare. La prima emozione arriva al 15’ per opera di Sandomenico. Il guizzante attaccante sfrutta al meglio uno schema su punizione e, dopo un buono stop, calcia a botta sicura. Ma l’estremo aretino Baiocco gli si getta davanti respingendo il tiro con il corpo. Il rischio corso e le urla di Capuano dalla panchina svegliano l’Arezzo che alza il baricentro del gioco e comincia a farsi vedere con frequenza dalle parti di Zandrini. Il primo a provarci è Cori, che sfrutta al meglio una punizione di Capece, ma il suo colpo di testa finisce docile tra le braccia del numero uno ospite. Dopo Cori sono Feola e Capece a provarci con tiri da fuori area che, però, non creano nessun grattacapo a Zandrini. Pian piano l’Arezzo fa breccia nella retroguardia aquilana che rischia di capitolare poco dopo la mezz’ora. Sperotto crossa dalla sinistra, Cori tocca di testa mettendo fuori causa Zandrini ma la palla sbatte sul palo e torna in campo. Sulla ribattuta Defendi viene anticipato da Anderson appena prima del tiro e Tremolada vede la sua conclusione ribattuta dal muro difensivo. Un giro d’orologio ed è Tremolada a provare la botta da fuori area ma il suo sinistro viene respinto con difficoltà da Zandrini. Cori viene anticipato un attimo prima della battuta.

L’avvio di ripresa è scoppiettante. Dapprima gli amaranto creano un pericolo per la difesa abruzzese con Defendi che non riesce a finalizzare una punizione battuta da Capece e rifinita da Tremolada. Sul ribaltamento di fronte è Mancini a provare la botta dalla distanza che passa un filo sopra la traversa facendo venire un brivido ai tifosi di casa. Al quarto d’ora Anderson rischia l’autorete sugli sviluppi di un corner battuto da Tremolada. Il centrale abruzzese, nel tentativo di contrastare Cori, colpisce con il corpo la palla che finisce sul fondo poco distante dal palo. Al 26’ Feola si inserisce perfettamente in area e, di testa, gira un assist perfetto di Tremolada. Stavolta è la traversa a salvare Zandrini. Ma l’occasione più clamorosa per i padroni di casa capita dopo la mezz’ora a Betancourt, subentrato da poco a Defendi. Il gio vane uruguaiano sfrutta una dormita dei centrali aquilani, s’inserisce in area e tira di piatto sinistro. Pare gol fatto, ma la mira sbagliata e, probabilmente, un tocco miracoloso di Zandrini, fanno sì che la palla si spenga sul fondo per la disperazione di Capuano e soci. A pochi minuti dalla fine Piva si fa espellere per doppia ammonizione. L’Aquila parrebbe accontentarsi ma, in pieno recupero, la punizione-bomba di Bensaja manda la propria squadra nel paradiso della prima posizione di classifica e spedisce, immeritatamente, l’Arezzo all’inferno.

Giovanni Melani