L’Aquila riprende la corsa Galesio e Angiulli decisivi

L’argentino sblocca subito, poi il pari del Fano prima del gol del definitivo 1-2
alma juv. fano1
l’aquila2
ALMA JUVENTUS FANO (3-5-2): Viscovo 6; Pensalfini 5, Mancini 5,5, Tomassini 6 (30’ st Brunetti 6), Riggioni 5,5 Baden 6; Roberti 6 (1’ st Antonioni 6), Urbinati 6, Gonzalez 5,5; Tenkorang 6,5, Cardinali 5,5 (1’ st Padovani 5,5). A disp.: Bellucci, Cannavaro, Saponaro, Zingaretti, Malshi, Zammarchi. Allenatore: Rondina (Scorsini squalificato).
L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6,5; Lorenzoni 6,5 (45’ st Bellardinelli sv), Cassese 5,5, Brunetti 6, Tavoni 6; Ouali 5,5 (37’ st Battistoni 6), Angiulli 6,5 (45’ st Mantini sv), Del Pinto 7; Banegas 5,5, Galesio 7 (45’ st Persiani sv), Sarritzu 7 (30’ st Alessandretti 6). A disp.: Raffaelli, Pietropaolo, Carbonelli, Mastrone. All.: Epifani.
Arbitro: Cipolloni di Foligno.
Reti: 2’ pt Galesio, 9’ st Tenkorang, 22’ st Angiulli.
Note: spettatori 1.000 circa. Ammoniti Mancini, Urbinati, Gonzalez, Pensalfini, Del Pinto, Sarritzu. Angoli: 6-4. Recupero: 3’ pt; 6’ st.
FANO
La gara è stata complicata, combattuta e nervosa, ma alla fine contava solo vincere per mandare via quei fantasmi che aleggiavano ancor di più sulla testa di Epifani e dei suoi giocatori. Il tecnico rossoblù decide di mettere in campo tutta l’esperienza dei giocatori più rappresentativi chiedendo ai suoi una prova d’orgoglio.
L’assetto tattico è quello preferito da inizio stagione e, alla fine, Epifani ottiene quel che desiderava: una prova di carattere e cattiveria agonistica insieme a tante cose buone sotto l’aspetto tecnico. Il 4-3-3 scelto dà i suoi frutti dopo appena un minuto e mezzo con la catena di sinistra aquilana brava a sfondare con Sarritzu che dal fondo riesce a servire l’incursione di un Galesio rapido e concreto: il destro del bomber argentino non lascia spazio a Viscovo. Il numero nove esulta come meglio non poteva andando verso la propria panchina col dito puntato verso il suo mister, come a dire «Questo è per te». I circa 100 tifosi al seguito esultano e apprezzano la compattezza di un gruppo reduce da tre giorni pesanti, col pari di domenica scorsa capace di lasciare pesanti strascichi.
L’Aquila prende fiducia dopo il vantaggio e allora Banegas si mette in proprio andando a calciare col mancino dopo uno slalom dal limite dell’area marchigiana, ma la conclusione, imprecisa, non genera brividi sulla schiena di mister Scorsini, accomodatosi in tribuna causa squalifica. Ma il Fano, squadra ostica, non si lascia intimorire e col suo uomo più pericoloso mette alla prova la prontezza di un Michielin attento e reattivo: il diagonale di Tenkorang finisce in angolo col classe 2005 aquilano sugli scudi. Lo stesso numero 12 abruzzese, a 5 minuti dal termine della prima frazione , si dimostra concentrato anche sui tiri dalla distanza. Prima del riposo, negli ultimi istanti di gara, L’Aquila ha l’occasione per raddoppiare, ma Banegas non sfrutta a dovere un assist di Sarritzu. Il piatto mancino dell’esterno argentino sfiora la traversa di Viscovo facendo disperare Epifani. La ripresa si apre al minuto 4 quando, da rimessa laterale, Roberti scaglia un tiro verso la porta rossoblù. Michielin è in traiettoria, ma il mancino del 7 si spegne sopra la traversa. Il Fano guadagna metri e dopo 10 giri di lancette trova il pari con Tenkorang bravo a sfruttare una palla vagante in area dove Brunetti e Cassese non riescono a intervenire. Per l’uomo più pericoloso di Scorsini è un gioco da ragazzi battere Michielin per il momentaneo pari. Subito dopo, lo stesso 9 marchigiano trova invece il portiere aquilano pronto a chiudere una sua percussione dopo la poca pressione di un Cassese disattento. A metà ripresa la svolta: Sarritzu guadagna un calcio di punizione, lo schema riesce a meraviglia e Angiulli dal limite non lascia scampo a Viscovo. Epifani bada al sodo e aggiusta la squadra con un 3-5-2 più attento e giudizioso coi vari Alessandretti, Battistoni e Mantini bravi a entrare col piglio giusto. L’Aquila potrebbe anticipare la chiusura del match con Galesio, alla mezz’ora, ma il colpo di testa del 9 argentino sfiora il palo. Stessa cosa 5 minuti più tardi. Prima del triplice fischio spreca anche il neo-entrato Persiani.
Lorenzo Valleriani
l’aquila2
ALMA JUVENTUS FANO (3-5-2): Viscovo 6; Pensalfini 5, Mancini 5,5, Tomassini 6 (30’ st Brunetti 6), Riggioni 5,5 Baden 6; Roberti 6 (1’ st Antonioni 6), Urbinati 6, Gonzalez 5,5; Tenkorang 6,5, Cardinali 5,5 (1’ st Padovani 5,5). A disp.: Bellucci, Cannavaro, Saponaro, Zingaretti, Malshi, Zammarchi. Allenatore: Rondina (Scorsini squalificato).
L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6,5; Lorenzoni 6,5 (45’ st Bellardinelli sv), Cassese 5,5, Brunetti 6, Tavoni 6; Ouali 5,5 (37’ st Battistoni 6), Angiulli 6,5 (45’ st Mantini sv), Del Pinto 7; Banegas 5,5, Galesio 7 (45’ st Persiani sv), Sarritzu 7 (30’ st Alessandretti 6). A disp.: Raffaelli, Pietropaolo, Carbonelli, Mastrone. All.: Epifani.
Arbitro: Cipolloni di Foligno.
Reti: 2’ pt Galesio, 9’ st Tenkorang, 22’ st Angiulli.
Note: spettatori 1.000 circa. Ammoniti Mancini, Urbinati, Gonzalez, Pensalfini, Del Pinto, Sarritzu. Angoli: 6-4. Recupero: 3’ pt; 6’ st.
FANO
La gara è stata complicata, combattuta e nervosa, ma alla fine contava solo vincere per mandare via quei fantasmi che aleggiavano ancor di più sulla testa di Epifani e dei suoi giocatori. Il tecnico rossoblù decide di mettere in campo tutta l’esperienza dei giocatori più rappresentativi chiedendo ai suoi una prova d’orgoglio.
L’assetto tattico è quello preferito da inizio stagione e, alla fine, Epifani ottiene quel che desiderava: una prova di carattere e cattiveria agonistica insieme a tante cose buone sotto l’aspetto tecnico. Il 4-3-3 scelto dà i suoi frutti dopo appena un minuto e mezzo con la catena di sinistra aquilana brava a sfondare con Sarritzu che dal fondo riesce a servire l’incursione di un Galesio rapido e concreto: il destro del bomber argentino non lascia spazio a Viscovo. Il numero nove esulta come meglio non poteva andando verso la propria panchina col dito puntato verso il suo mister, come a dire «Questo è per te». I circa 100 tifosi al seguito esultano e apprezzano la compattezza di un gruppo reduce da tre giorni pesanti, col pari di domenica scorsa capace di lasciare pesanti strascichi.
L’Aquila prende fiducia dopo il vantaggio e allora Banegas si mette in proprio andando a calciare col mancino dopo uno slalom dal limite dell’area marchigiana, ma la conclusione, imprecisa, non genera brividi sulla schiena di mister Scorsini, accomodatosi in tribuna causa squalifica. Ma il Fano, squadra ostica, non si lascia intimorire e col suo uomo più pericoloso mette alla prova la prontezza di un Michielin attento e reattivo: il diagonale di Tenkorang finisce in angolo col classe 2005 aquilano sugli scudi. Lo stesso numero 12 abruzzese, a 5 minuti dal termine della prima frazione , si dimostra concentrato anche sui tiri dalla distanza. Prima del riposo, negli ultimi istanti di gara, L’Aquila ha l’occasione per raddoppiare, ma Banegas non sfrutta a dovere un assist di Sarritzu. Il piatto mancino dell’esterno argentino sfiora la traversa di Viscovo facendo disperare Epifani. La ripresa si apre al minuto 4 quando, da rimessa laterale, Roberti scaglia un tiro verso la porta rossoblù. Michielin è in traiettoria, ma il mancino del 7 si spegne sopra la traversa. Il Fano guadagna metri e dopo 10 giri di lancette trova il pari con Tenkorang bravo a sfruttare una palla vagante in area dove Brunetti e Cassese non riescono a intervenire. Per l’uomo più pericoloso di Scorsini è un gioco da ragazzi battere Michielin per il momentaneo pari. Subito dopo, lo stesso 9 marchigiano trova invece il portiere aquilano pronto a chiudere una sua percussione dopo la poca pressione di un Cassese disattento. A metà ripresa la svolta: Sarritzu guadagna un calcio di punizione, lo schema riesce a meraviglia e Angiulli dal limite non lascia scampo a Viscovo. Epifani bada al sodo e aggiusta la squadra con un 3-5-2 più attento e giudizioso coi vari Alessandretti, Battistoni e Mantini bravi a entrare col piglio giusto. L’Aquila potrebbe anticipare la chiusura del match con Galesio, alla mezz’ora, ma il colpo di testa del 9 argentino sfiora il palo. Stessa cosa 5 minuti più tardi. Prima del triplice fischio spreca anche il neo-entrato Persiani.
Lorenzo Valleriani

