L’Aquila s’inceppa in casa: solo un pari

16 Ottobre 2023

Succede tutto nel primo tempo: non basta il vantaggio di Banegas, l’Atletico Ascoli strappa un punto col gol di Minicucci

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L’AQUILA (4-3-3): Michielin 5,5; Bellardinelli 6 (39’ st Lorenzoni sv), Cassese 6, Brunetti 6,5, Tavoni 5,5; Battistoni 5,5 (5’ st Ouali 5,5), Angiulli 5,5 (42’ st Pesiani sv), Mantini 5,5 (5’ st Del Pinto 5,5), Banegas 6, Galesio 5,5, Sarritzu 5 (5’ st Bacio Terracino 5). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Carbonelli, Alessandretti. Allenatore: Epifani.

ATLETICO ASCOLI (4-5-1): Pompei 6; Camilloni 5,5, Mazzarani 6,5, Casale 6, Marucci 6; Traini 6,5, D’Alessandro 6, Ceccarelli 6 (25’ st Olivieri 6), Minicucci 7 (44’ st Feltrin sv), Diarra 6 (35’ st Vechiarello sv); Ciabuschi 5,5. A disposizione: Torregiani, Valentino, Dondoni, Cognini, Clerici, Marini. Allenatore: Pirozzi.

Arbitro: Rodighiero di Vicenza.
Reti: 18’ pt Banegas, 32’ pt Minicucci.
Note: spettatori 2.500 circa. Ammoniti Banegas, Del Pinto; Ciabuschi. Angoli 5-5.
L’AQUILA
Mezzo passo falso per L’Aquila contro l’Atletico Ascoli di Sergio Pirozzi al Gran Sasso d’Italia. La formazione di Epifani, sulla carta favorita rispetto ai marchigiani, non riesce a conquistare tre punti importanti contro una formazione piena di problemi legati a una rosa ristretta e piena di giovani.
Epifani torna al 4-3-3, cambiando interpreti soprattutto a centrocampo con Battistoni e Mantini preferiti a Ouali e Del Pinto. Nel tridente offensivo, con un Bacio Terracino leggermente influenzato nelle settimane precedenti, trova spazio quel Sarritzu capace di chiudere in modo definitivo la gara di Senigallia.
Pirozzi, da ex, conosce la forza degli abruzzesi e allora decide di imbottire il centrocampo per ottenere la superiorità numerica nella zona nevralgica col solo Ciabuschi a lottare con Brunetti e Cassese in fase d’attacco. Le prime schermaglie arrivano dopo appena quattro minuti quando Banegas vede Angiulli libero a limite dell’area, ma il sinistro del centrocampista è preda di un Pompei attento. Passano 5 minuti e L’Aquila prova a sfondare da calcio piazzato, ma l’ex Diarra in mischia sventa il pericolo nei pressi della linea di porta.
Attorno al minuto 18 L’Aquila passa in vantaggio: da corner a favore degli ospiti, i rossoblù fanno partire un contropiede che coinvolge l’intero tridente d'attacco: Galesio appoggia a Sarritzu, l’esterno apre il piatto per lanciare la corsa di Banegas che, palla al piede, semina gli avversari e appena in area, leggermente defilato, buca le mani di Pompei mettendo la freccia del vantaggio. Passano diversi minuti con l’Atletico che non si scompone e con gli aquilani poco lucidi nell’andare a trovare il raddoppio. Due minuti dopo la mezz’ora, da calcio piazzato a favore dell’Aquila, l’Atletico trova dalle retrovie il lancio filtrante per Minicucci che, indisturbato, entra in area e col colpo di punta anticipa l’intervento di Cassese e beffa un Michielin non troppo reattivo. È l’1-1 e il pubblico comincia a vedere qualche fantasma aleggiare all’interno dell’impianto rossoblù. L’Aquila accusa il colpo e l’unica occasione prima del doppio fischio è di marca ospite quando Ceccarelli, dal limite, costringe un Michielin attento al corner.
Nella ripresa la reprimenda di Epifani, evidentemente, serve a poco visto che l’Atletico dopo soli due giri di lancette ha l’occasione per ribaltare la gara: la trama dei marchigiani al limite dell’area aquilana è veloce e precisa fin quando Traini decide di calciare verso la porta. L’incrocio salva Michielin dopo un destro a giro di ottima fattura. A questo punto Epifani decide di correre ai ripari cambiando due terzi del centrocampo inserendo Ouali e Del Pinto e con Bacio Terracino al posto di un Sarritzu brutta copia rispetto a domenica scorsa. I risultati non sono così lusinghieri con Angiulli che ci prova ancora dalla distanza, ma la traiettoria supera lo specchio di Pompei. Al 10’, dopo un errore di Tavoni su rinvio, Minicucci si ritrova con la porta spalancata, ma il suo destro va sul fondo clamorosamente. Il resto regala pochissimo da ambo le parti con Galesio che prima fa la barba al palo colpendo di testa e poi, in precario equilibrio, indirizza su Pompei, ma senza creare grattacapi. Poi qualche conclusione da fuori senza grossi risultati e una protesta marchigiana su un contatto in area aquilana.
Lorenzo Valleriani