L’Aquila, serve continuità al progetto

23 Maggio 2017

Dopo la sconfitta nella finale il futuro è tutto da scrivere

L’AQUILA. Dieci in pagella per L’Aquila, ma senza la lode. I neroverdi al culmine di una grande stagione, sono stati sconfitti in finale al Lanfranchi di Parma dai Medicei che, anche alla luce dei tre successi in altrettanti scontri diretti, hanno meritato il titolo e il salto di categoria. In Eccellenza approda la società migliore, più solida, considerati tutti i problemi economici e organizzativi che ha dovuto affrontare il sodalizio presieduto da Mauro Zaffiri e che dovrà risolvere al più presto, se vuole dare continuità al progetto iniziato nell’estate 2014, quando la nuova società costituita da Mauro Zaffiri, Aldo Zecca, Fulvio Angelini e Fulvio Giuliani ha rilevato il titolo sportivo. Adesso quindi la palla passa al club e il futuro tecnico è subordinato alle garanzie che riuscirà a dare ai tesserati, che si auspicano un cambio radicale di rotta, per riprendere con serenità il lavoro. L’auspicio è di ripartire dalla conferma della guida tecnica, con Vincenzo Troiani e Pierapolo Rotilio che hanno confermato sul campo competenza, capacità ed il giusto affiatamento. 34 i giocatori impiegati di una rosa che ha visto perdere durante il percorso il pilone Davide Sebastiani, il numero 8 Simone Ceccarelli, la terza linea Alberto Santavenere, l’apertura Alejandro Marcerou, il centro argentino Ezequiel Cortes e la seconda linea Fabio Flammini. Un plauso va rivolto a tutti gli atleti impiegati, dai più presenti come il capitano Alessandro Cialone e il pilone Jacopo Schiavon con 23 presenze, ai meno schierati come l’ala Andrea Ciofani, una sola presenza e tanta sfortuna come la terza linea Alessandro Troiani, che non ha esordito per un lungo infortunio. Un mix che ha regalato soddisfazioni tra i tanti giovani a partire dall’ala classe 1999 Giorgio Rettagliata (3 presenze) e il più maturo il pilone classe 1981 Alessandro Cacchione (6 presenze). Tra i 24 neroverdi che hanno assicurato il bottino complessivo di 625 punti, il migliore marcatori è stato Francesco Cozzi con 114 punti (2 mete, 25 trasformazioni e 18 calci) seguito da Filippo Di Marco con 96 punti (apertura rivelazione che ha conquistato anche la convocazione con la nazionale under 20), mentre i metamen sono stati l’ala Francesco Giorgini e l'avanti Carlo Cerasoli con 8 mete. In tanti della rosa hanno contratti biennali, ma senza reali garanzie sarà difficile trattenerli, a partire da Marcello Angelini, 7 mete in 19 presenze, ma soprattutto il pacchetto di mischia che ha dominato tutti gli avversari, con il trio di prima linea Luciano Montivero, Nicola Rettagliata e Jacopo Schiavon in evidenza. La promozione sfumata in dirittura d’arrivo ha comunque lasciato una preziosa eredità e una linea da seguire, per arrivare presto alla lode. Sarebbe da folli disperderla e ricominciare tutto da capo.
Tommaso Cantalini
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