L’Aquila si riscatta e batte la Fermana

Terza vittoria casalinga su tre dopo l’inspiegabile debacle di sette giorni fa, due gol nella ripresa con gli ospiti in dieci
L’AQUILA2
FERMANA0
L'AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6; Casella 6,5, Alessandretti 6 (46' Gueli 6), Brunetti 7, Zuccherato 6 (80' Di Santo s.v.); Del Pinto 6,5, Giandonato 6,5 (67' Keita 6), Misuraca 6; Banegas 6 (85' Aversa s.v.), Belloni 6,5, Russo 6 (60' Giampaolo 7). A disposizione: Negro,Tatullo,Guidobaldi,Mancini. Allenatore: Giovanni Pagliari.
Fermana FC (4-3-3): Di Stasio 6,5; Marucci 5,Tafa 5,5, Karkalis 6, Casucci 6 (75' Polanco 5,5); Mavrommatis 5, Romizi 6, Fontana 5,5; Ferretti 5,5 (58' Valsecchi 5,5), Bianchimano 6, Sardo 5,5 (85' Palmucci s.v.). A disposizione:Perri,Cocino,Bartoli,Palumbo,Granatelli,Lomangino. Allenatore: Dario Bolzan.
ARBITRO: Galiffi di Alghero.
RETI: 50' Brunetti, 61' Giampaolo.
NOTE: angoli: 3-0. Ammoniti: Giandonato, Misuraca, Banegas, Casucci, Palmucci. Espulso Mavrommatis al 41'. Recupero: 3-6 Spettatori: 2500 circa.
L’AQUILA
Vittoria doveva essere e vittoria è stata per L'Aquila. Non per il valore assoluto di una Fermana costretta a giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica, ma soprattutto per ripartire dopo il goffo e inspiegabile 0-5 subito contro una signora squadra come la Sambenedettese.
Al Riviera delle Palme i rossoblù avevano offerto una prova davvero mediocre sotto l'aspetto tecnico-tattico e mister Pagliari aveva bisogno di una risposta immediata nel turno casalingo contro l'ennesima squadra marchigiana di questa prima parte di stagione.
Brunetti e compagni sono entrati subito con il cosiddetto "dente avvelenato" e sin dai primi minuti, malgrado una Fermana più che ordinata, hanno spinto sull'acceleratore per tentare di rompere il fortino della formazione di Bolzan.
Del Pinto, ancora una volta tra i migliori, ha avuto la sua buona occasione già dopo 4’ quando un super Di Stasio ha stoppato all'ex Benevento l'esultanza per il vantaggio.
L'Aquila ha continuato a fare il suo gioco con un centrocampo (oltre a Del Pinto, Giandonato e Misuraca) che ha mostrato tutta la sua bontà nei fraseggi e nei tempi di gioco che tanto piacciono agli allenatori, Pagliari compreso.
Gara che nel primo tempo non ha regalato forti emozioni soprattutto per il forte nervosismo visto in campo dopo gli innumerevoli contatti tra i ventidue. Terna arbitrale che certamente ci ha messo del suo con il fischietto sardo Galiffi (da spiegare l'annullamento del gol di Belloni per off side di Brunetti) non particolarmente attento nel tenere in pugno una partita che si stava facendo spigolosa sotto l'aspetto comportamentale.
Nervosismo che ha avuto il suo apice attorno al minuto 41 quando un intervento di Mavrommatis su Russo ha portato all'espulsione del numero 17. Da quel momento, cartellini che vanno a destra e a manca (addirittura un espulso dalla panchina fermana) e Bolzan per alcuni secondi a "lottare" verbalmente con i giocatori abruzzesi. Fortunatamente, col passare dei minuti, tutti negli spogliatoio per i 15 di riposo e per tutti tisana calmante prima del secondo tempo.
La ripresa vede l'immediato cambio di Pagliari, il primo del match, con Alessandretti sostituito da Gueli. Con la superiorità numerica Pagliari fa bene a spostare Casella al centro e inserire un Gueli sicuramente più adeguato per spingere sull'esterno di destra. Pochi minuti, esattamente cinque, e la formazione rossoblù la sblocca: Brunetti, sempre presente nelle azioni d'angolo, ci mette la testa nel momento giusto e va a prendersi, oltre alla botta in testa, il meritato tributo per il vantaggio aquilano.
La Fermana non riesce a reagire con L'Aquila che invece, complici anche i cambi effettuati da Pagliari, continua a spingere fino al gol di Giampaolo: il destro del numero 21 meriterebbe la copertina del match. Ma Pagliari, che cercava risposte dopo la debacle di San Benedetto del Tronto, preferirà sicuramente l'immagine completa di una squadra capace di reagire nel migliore dei modi al cospetto della prima sconfitta stagionale.
Domenica ci sarà Atletico Ascoli-L'Aquila e in tanti, come la più classica prova del 9, chiederà il bis all'undici abruzzese.
Lorenzo Valleriani
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L'AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6; Casella 6,5, Alessandretti 6 (46' Gueli 6), Brunetti 7, Zuccherato 6 (80' Di Santo s.v.); Del Pinto 6,5, Giandonato 6,5 (67' Keita 6), Misuraca 6; Banegas 6 (85' Aversa s.v.), Belloni 6,5, Russo 6 (60' Giampaolo 7). A disposizione: Negro,Tatullo,Guidobaldi,Mancini. Allenatore: Giovanni Pagliari.
Fermana FC (4-3-3): Di Stasio 6,5; Marucci 5,Tafa 5,5, Karkalis 6, Casucci 6 (75' Polanco 5,5); Mavrommatis 5, Romizi 6, Fontana 5,5; Ferretti 5,5 (58' Valsecchi 5,5), Bianchimano 6, Sardo 5,5 (85' Palmucci s.v.). A disposizione:Perri,Cocino,Bartoli,Palumbo,Granatelli,Lomangino. Allenatore: Dario Bolzan.
ARBITRO: Galiffi di Alghero.
RETI: 50' Brunetti, 61' Giampaolo.
NOTE: angoli: 3-0. Ammoniti: Giandonato, Misuraca, Banegas, Casucci, Palmucci. Espulso Mavrommatis al 41'. Recupero: 3-6 Spettatori: 2500 circa.
L’AQUILA
Vittoria doveva essere e vittoria è stata per L'Aquila. Non per il valore assoluto di una Fermana costretta a giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica, ma soprattutto per ripartire dopo il goffo e inspiegabile 0-5 subito contro una signora squadra come la Sambenedettese.
Al Riviera delle Palme i rossoblù avevano offerto una prova davvero mediocre sotto l'aspetto tecnico-tattico e mister Pagliari aveva bisogno di una risposta immediata nel turno casalingo contro l'ennesima squadra marchigiana di questa prima parte di stagione.
Brunetti e compagni sono entrati subito con il cosiddetto "dente avvelenato" e sin dai primi minuti, malgrado una Fermana più che ordinata, hanno spinto sull'acceleratore per tentare di rompere il fortino della formazione di Bolzan.
Del Pinto, ancora una volta tra i migliori, ha avuto la sua buona occasione già dopo 4’ quando un super Di Stasio ha stoppato all'ex Benevento l'esultanza per il vantaggio.
L'Aquila ha continuato a fare il suo gioco con un centrocampo (oltre a Del Pinto, Giandonato e Misuraca) che ha mostrato tutta la sua bontà nei fraseggi e nei tempi di gioco che tanto piacciono agli allenatori, Pagliari compreso.
Gara che nel primo tempo non ha regalato forti emozioni soprattutto per il forte nervosismo visto in campo dopo gli innumerevoli contatti tra i ventidue. Terna arbitrale che certamente ci ha messo del suo con il fischietto sardo Galiffi (da spiegare l'annullamento del gol di Belloni per off side di Brunetti) non particolarmente attento nel tenere in pugno una partita che si stava facendo spigolosa sotto l'aspetto comportamentale.
Nervosismo che ha avuto il suo apice attorno al minuto 41 quando un intervento di Mavrommatis su Russo ha portato all'espulsione del numero 17. Da quel momento, cartellini che vanno a destra e a manca (addirittura un espulso dalla panchina fermana) e Bolzan per alcuni secondi a "lottare" verbalmente con i giocatori abruzzesi. Fortunatamente, col passare dei minuti, tutti negli spogliatoio per i 15 di riposo e per tutti tisana calmante prima del secondo tempo.
La ripresa vede l'immediato cambio di Pagliari, il primo del match, con Alessandretti sostituito da Gueli. Con la superiorità numerica Pagliari fa bene a spostare Casella al centro e inserire un Gueli sicuramente più adeguato per spingere sull'esterno di destra. Pochi minuti, esattamente cinque, e la formazione rossoblù la sblocca: Brunetti, sempre presente nelle azioni d'angolo, ci mette la testa nel momento giusto e va a prendersi, oltre alla botta in testa, il meritato tributo per il vantaggio aquilano.
La Fermana non riesce a reagire con L'Aquila che invece, complici anche i cambi effettuati da Pagliari, continua a spingere fino al gol di Giampaolo: il destro del numero 21 meriterebbe la copertina del match. Ma Pagliari, che cercava risposte dopo la debacle di San Benedetto del Tronto, preferirà sicuramente l'immagine completa di una squadra capace di reagire nel migliore dei modi al cospetto della prima sconfitta stagionale.
Domenica ci sarà Atletico Ascoli-L'Aquila e in tanti, come la più classica prova del 9, chiederà il bis all'undici abruzzese.
Lorenzo Valleriani

